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DENUNCIA DI TASSINARI (AN)

Apparecchio guasto e il laboratorio va in tilt

Apparecchio guasto e il laboratorio va in tilt

PESCIA. «Come volevasi dimostrare, pochi giorni fa nel laboratorio analisi dell’ospedale si è avverato quanto avevamo fatto notare nei giorni della sua inaugurazione. Nelle prime ore di venerdì...

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PESCIA. «Come volevasi dimostrare, pochi giorni fa nel laboratorio analisi dell’ospedale si è avverato quanto avevamo fatto notare nei giorni della sua inaugurazione. Nelle prime ore di venerdì scorso è andato in tilt uno dei 3 apparecchi, per la precisione quello che, tra l'altro, dosa i “marcatori cardiaci”. Prontamente avvisata, l'assistenza è arrivata non appena possibile, cioè intorno alle 17, e per le 18-18.30 aveva già riparato il guasto».

Inizia così un intervento di Dianora Tassinari, per Alleanza nazionale di Pescia. «La mancanza di uno strumento idoneo di supporto – scrive – ha mandato in crisi il lavoro in quanto il “mini-muletto” previsto dall'Azienda non può essere in grado di far fronte alle richieste. Può infatti eseguire un solo esame per volta e non certo a velocità supersonica, per cui è stata attuata la “brillante” procedura prevista dall'Asl. Con l'apparecchietto di riserva si fa fronte ai “codici rossi” ma con una certa calma, mentre tutto il resto viene mandato avanti ed indietro in auto da Pistoia. Risultato: attesa media per tali esami di circa due ore. Che senso possono avere i marcatori cardiaci a distanza di 2 ore per l'iter diagnostico-terapeutico di un cardiopatico? Bisogna ringraziare la sorte e la solerte abnegazione degli operatori del Laboratorio se la situazione da critica non è diventata tragica. Infatti a qualcuno è venuto in mente che, dai locali abbandonati dal vecchio laboratorio, la ditta titolare del vecchio strumento non aveva ancora provveduto a smontarlo e recuperarlo (cosa poi avvenuta appena un paio di giorni dopo) come da contratto. Si è così provveduto a rimetterlo in moto e a calibralo. E grazie all'eroico comportamento degli operatori, dalle 13 alle 18.30 la situazione già divenuta insostenibile, è stata in parte tamponata. Cosa sarebbe successo se si fosse dovuto continuare fin dopo le 18.30 a portare il sangue a Pistoia? Non è pensabile che tutti gli esami dei ricoverati e del pronto soccorso possano viaggiare su un solo apparecchio per gruppo di esami (tre in totale), già sono lenti e spesso gli esami del mattino dei ricoverati non arrivano nei reparti che nel pomeriggio inoltrato, ma se poi vanno in blocco? È vero che la delibera regionale in materia determina la presenza di un Laboratorio generale per provincia, ma sostiene anche che, ove esista un ospedale di una certa dimensione, esso deve essere autonomo per la fornitura degli esami per gli interni e per il pronto soccorso. Ma perché i “risparmi” si devono fare sempre e solo sulla pelle dei pazienti e degli operatori sanitari, mentre si trovano sempre fondi per i costosissimi lavori murari ed organizzativi, dagli ospedali nuovi alle “Case della Salute”?».

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