La manifestazione
Dimesso il 90% dei pazienti Obi
L’Osservazione breve intensiva sopra gli standard regionali
PESCIA. Alla fine del dicembre scorso quasi il 90% dei pazienti curati nell’osservazione breve intensiva (l’Obi) dell’ospedale Cosma e Damiano (e che era stata aperta il 2 dicembre) sono stati dimessi. Lo rende noto il dottor Fabio Daviddi, direttore del pronto soccorso e ora anche responsabile del nuovo servizio appena inaugurato.
«Nella Obi dell’ospedale di Pescia – si legge sulla nota dell’Asl 3 – dove sono attivi 5 posti letto per adulti il personale, adeguatamente formato, accoglie i pazienti inviati dal pronto soccorso che vengono monitorati fino ad un massimo di 24-48 ore, arco temporale nel quale viene valutato se il paziente può essere dimesso o se necessita di ricovero in un reparto specialistico. Nel primo mese di attività sono stati accettati 120 pazienti adulti e, di questi, 10 sono stati ricoverati all’ospedale di Pescia (3 in cardiologia, 4 in medicina, 2 in chirurgia mentre uno è stato dimesso per sua volontà); tre sono stati inviati al Cto di Firenze per la consulenza maxillo facciale e tutti gli altri sono stati dimessi dai sanitari».
Gli standard regionali dicono che i reparti Obi funzionano quando gli stessi raggiungono l’80% dei pazienti dimessi, e «nel nostro caso la percentuale è quasi del 90% – spiega Daviddi – e si tratta di un buon risultato raggiunto da tutta l'equipè, medici, infermieri e operatori socio sanitari per realizzare un percorso assistenziale che evitata ai pazienti il disagio del ricovero in reparto e, come avevamo annunciato, i ricoveri sono diventati più appropriati».
Problematiche come ad esempio il dolore toracico, il trauma cranico la cefalea, dolori addominali e coliche renali, ma anche le vertigini, le infezioni delle vie urinarie, gli episodi sincopali, alcuni tipi di aritmie , le reazioni anafilattiche diffuse e altre patologie previste, come viene spiegato dall’Asl, ora vengono osservate e trattate dai sanitari in Obi: «L’osservazione breve intensiva, infatti, è un tipo di degenza che permette la gestione ottimale dal punto di vista diagnostico e terapeutico di alcuni selezionati problemi clinici. Dal pronto soccorso i pazienti vengono trasferiti in Obi quando necessitano di approfondimenti diagnostici che vengono effettuati al massimo entro due giorni».
«Anche i pazienti e i loro familiari – fa sapere Daviddi – hanno dimostrato di gradire molto questo nuovo modello di assistenza ospedaliera, che evita in molti casi il ricovero vero e proprio ma garantisce di effettuare in breve tempo gli accertamenti diagnostici, dal prelievo ematico alle consulenze specialistiche fino alla Tac, al termine dei quali il malato potrà fare ritorno al proprio domicilio o completare il percorso assistenziale in una unità operativa ospedaliera».
«Buoni risultati e riscontri positivi – si legge poi sulla nota dell’azienda sanitaria pistoiese – anche per quanto riguarda l’osservazione breve pediatrica, che dispone di due posti letto e di un ambulatorio dedicato. Nel mese di dicembre ha accolto 289 bambini: per 253 che sono stati visitati dagli specialisti pediatri è stato evitato il ricovero ospedaliero; per 32 di loro è stato necessaria il prolungamento delle cure con gli accertamenti diagnostici in osservazione breve intensiva pediatrica e successivamente dimessi, e per 5 di loro nell’osservazione è stata valutata la necessità di ricovero e quindi inviati al reparto di pediatria dell’ospedale San Jacopo di Pistoia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google