La manifestazione
Collaboratori esterni, la Cisl vuole chiarimenti
Il sindacato ha chiesto un incontro alla proprietà delle Terme sul tema dei contratti di solidarietà
MONTECATINI. Persone esterne alla forza lavoro delle Terme si aggirano per gli stabilimenti. È quanto è venuto a conoscenza la Fisascat Cisl, che ha chiesto un incontro urgente con la proprietà (Comune e Regione) per vederci più chiaro sulla vicenda e per fare un discorso a 360 gradi sulla difficile situazione vissuta dalla società di viale Verdi, con l’obiettivo di scongiurare la riproposizione dei contratti di solidarietà per i lavoratori anche il prossimo autunno. «Abbiamo già chiesto un incontro – spiega Aniello Montuolo, segretario provinciale della sigla sindacale – in quanto sono tante le cose che non ci convincono».
Tutto ruota attorno ai contratti di solidarietà. «Hanno creato numerosi disservizi – dice ancora Montuolo – e creato una brutta immagine per l’azienda e la città intera. Tutti hanno visto, per le Feste natalizie, la gente che è dovuta tornare indietro perché, in mancanza di dipendenti al lavoro, gli stabilimenti erano chiusi e non potevano essere erogati diversi servizi. Questo ha portato, oltretutto, a una perdita d’incasso notevole per la società». Eppure per l’amministratore unico Fabrizio Raffaelli e per il consulente societario Giancarlo Sassoli, i soldi risparmiati coi contratti di solidarietà e con i tagli alle utenze sono stati tanti, almeno 5-600mila euro. Ragione per cui, in commissione società partecipate, pochi giorni fa non hanno escluso che anche quest’anno, una volta conclusa la stagione, si possa ricorrere ancora a questa tipologia di ammortizzatore sociale.
«Non è così – replica Montuolo – che si gestisce l’organizzazione del lavoro. Allora sarebbe meglio ricorrere alla cassa in deroga, che permette di richiamare personale al lavoro qualora ce ne fosse bisogno in certi periodi dell’anno. E invece sembra che di persone in più, in certi giorni, ce ne fossero, ma non erano dipendenti delle Terme». Montuolo parte quindi con l’attacco finale. «Ci risulta – racconta – che in società ci fossero collaboratori esterni in sostituzione dei lavoratori rimasti a casa con i contratti di solidarietà. Questo, se venisse confermato, sarebbe un’anomalia fuori dal mondo: non si applicano certo così gli ammortizzatori sociali. Sono sconcertato da come si sta muovendo l’azienda, che così facendo toglierebbe soldi da una parte per girarli a un’altra». Ora la Cisl attende delucidazioni dall’incontro con la proprietà.
David Meccoli
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