Il Tirreno

Montecatini

Lavoro a rischio al San Domenico

di Maria Salerno

Dopo la scoperta di un buco da 700mila euro i sindacati preoccupati per il futuro dei dipendenti

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PESCIA. Debiti per circa 700mila euro. Sono quelli contratti dalla residenza per anziani San Domenico nel solo 2013. Fatture registrate e non pagate alla Idealcoop di Pomarance, la cooperativa che fornisce alla casa di riposo una serie di servizi, quali l'assistenza, l'animazione, la ristorazione, la lavanderia e guardaroba. La notizia era venuta fuori già la settimana scorsa nel corso di un incontro sollecitato, oltre che dal presidente della cooperativa Marco Anichini, anche dalle rappresentanze sindacali Cisl e Cgil. «Si faccia chiarezza» si era stabilito in quella sede.

A distanza di una settimana, quello che è emerso chiaramente è, da una parte, la rilevante entità della situazione debitoria dell'ente, dall'altra il fatto che l'amministrazione comunale ne fosse completamente all'oscuro.

«Una situazione kafkiana – la definisce l'assessore alla Sanità Francesco Conforti – al Comune nessuno sapeva niente di questo deficit e il silenzio su un fatto così importane non solo non è giustificabile, ma è anche indice che si è incrinato il rapporto fiduciario tra la politica e l'amministrazione del San Domenico».

A essere all’oscuro di questa situazione anche i sindacati, Cigl e Cisl. «Nel corso del 2013 abbiamo fatto almeno 3 incontri con gli amministratori del San Domenico – sottolinea Stefania Falegni della Cisl – perché non ci è mai stato prospettato nulla?». Oltre ad essere in debito con la cooperativa per il 2013 a causa dell’intero mancato pagamento delle rette per il servizio erogato, l’ente ha dichiarato di non poter garantire il pagamento anche per i primi mesi del 2014.

«Il presidente del San Domenico ha detto di essere in procinto di vendere un immobile ubicato nel comune di Firenze – prosegue la Falegni – ma questi soldi serviranno in parte a restituire il debito contratto verso la cooperativa, in parte per pagare i lavori relativi alla costruzione della strada per mettere in sicurezza la struttura. E dopo?».

Proprio per rispondere a questo interrogativo i sindacati hanno chiesto un confronto con l’amministrazione per capire gli intendimenti e, soprattutto, per studiare insieme delle soluzioni a tutela degli ospiti e dei lavoratori della struttura. «Per questi ultimi chiediamo ovviamente il mantenimento dei posti di lavoro con le medesime qualifiche – puntualizza la Falegni – ma ad oggi nessuno ci ha ancora convocati».

Sul merito di come intenda muoversi l’amministrazione comunale, l'assessore Conforti ha sottolineato, una volta preso atto della situazione, l’importanza di aprire una discussione politica. «Al momento abbiamo chiesto un parere all'ufficio legale della Regione – spiega Conforti – poiché gli enti come il San Domenico sono regolati nel loro funzionamento da una legge regionale, la 43 del 2004, ma contiamo di dare delle risposte in tempi brevissimi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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