Sicurezza
Palestra di roccia alla Cava Grigia di Monsummano
Sta per essere consegnata la perizia dei geologi ed entro l’estate decollerà il progetto del Club Alpino
MONSUMMANO. Dovrebbe essere pronta e riutilizzabile dagli appassionati entro l'estate la “cava grigia” alle pendici del colle di Monsummano Alto. Almeno questa è la speranza del Club Alpino Italiano che delle “pareti” è da anni l'utilizzatore e il gestore, sia con gli esperti del Soccorso Alpino e Speleologico, che operano nel corpo della Protezione Civile nazionale, sia con le Scuole di Alpinismo, Sci-Alpinismo e arrampicata libera della Toscana e dell’Emilia Romagna.
Dal 1997 nell'area vige un'ordinanza, mai revocata, che vieta l'accesso alle cave, considerate pericolose per la friabilità degli strati superficiali. Fino a poco tempo fa, il divieto veniva però spesso aggirato dai dilettanti degli sport estremi (e in alcuni casi non sono mancati gli incidenti). Solo all'inizio dell'anno scorso è arrivata la decisione di rendere la zona off-limits, senza possibilità di violare le disposizioni in vigore. Ne è poi seguito un protocollo d'intesa in tema di sicurezza firmato dalle istituzioni e dai privati coinvolti: Comune, Cai, Fondo Comune di Investimento Immobiliare Cosimo I (proprietario delle cave) e Stb, Società delle Terme e del Benessere Spa (che gestisce il complesso termale di Grotta Giusti), locataria dell'area.
L'obiettivo è quello di recuperare a uso sportivo la “cava grigia” come importante volano di sviluppo turistico, potenziando le attività che attraggono visitatori e sportivi secondo uno schema di affluenza e utilizzo in tutta sicurezza, con rispetto dell’ambiente e con un regolamento ad hoc per la salvaguardia della sua cornice paesaggistica.
Del progetto si occupa da vicino il Cai, su consulenza di alcuni professionisti: «La nostra attenzione su questa risorsa del territorio non è mai calata – fa sapere l'associazione – vogliamo migliorare gli itinerari della palestra di roccia e naturalmente la sicurezza e l'incolumità pubblica. Per noi sarebbe molto importante tornare a riutilizzare queste pareti per rilanciare delle attività in una zona con grandi potenzialità ma ferma ormai da troppo tempo. Il lavoro sta andando avanti e tra qualche mese dovremmo riuscire ad aprirla di nuovo agli appassionati».
Prima saranno però valutati i risultati della perizia fornita dal professore di geologia dell’Università di Firenze Alberto Garzonio e dal geologo Alberto Iotti: alla relazione i tecnici sono arrivati dopo numerose analisi e sopralluoghi avvenuti a novembre con una strumentazione ad alta tecnologia, che comprendeva laser-scanner e droni per scattare le foto dall'alto. Tra qualche settimana sarà resa nota tutta la documentazione, poi il Cai farà la sua parte iniziando le opere di sistemazione che si renderanno necessarie. È comunque una questione di breve tempo, perché l'interesse verso questa attrazione di Monsummano è sempre alto.
Luca Signorini
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