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«Sul Cosea polemiche elettorali»

Franchini (Rotta Comune) interviene sulle critiche al gestore

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PESCIA. Sul Cosea ognuno si assuma le proprie responsabilità: l’ex assessore ed esponente del movimento Rotta Comune Roberto Franchini interviene sulle polemiche degli ultimi giorni con al centro il gestore del servizio rifiuti.

«Il bando di gara dellìAto Toscana Centro – scrive Franchini – individuerà il nuovo gestore del servizio per i rifiuti nelle province di Firenze, Prato e Pistoia. Si tratta di un bando di preselezione che riguarda gestori a livello europeo; l’affidamento sarà ventennale e con un importo di circa 270 milioni di euro l’anno per 20 anni, cui cui si aggiungono la realizzazione di impianti come la discarica de “Le Borra” a Figline (costo 21.775.500 euro) e il termovalorizzatore di “Testi” a Greve in Chianti (costo 75 milioni di euro), più altri 40 centri di raccolta per 12.870.000 euro. In totale altri 109.645.500 euro. Si parla complessivamente di 5,5 miliardi di euro in 20 anni. Alla gara parteciperanno gli attuali gestori nell’Ato Centro: Quadrifoglio di Firenze, Asm di Prato, AER Spa di Rufina , Cis di Montale e Publiambiente di Empoli. Il posto di lavoro di circa 2mila dipendenti è salvo. Nel bando di preselezione si legge infatti che «il personale che otto mesi prima dell’affidamento del servizio, appartenga alle amministrazioni comunali, alle aziende ex municipalizzate o consortili e alle imprese private, anche cooperative, che operano nel settore dei servizi comunali per la gestione dei rifiuti in Ato Toscana Centro sarà soggetto al passaggio diretto ed immediato al nuovo gestore del servizio integrato dei rifiuti con la salvaguardia delle condizioni contrattuali”. A fronte di una inarrestabile avanzata dell’attuazione dell’Ato Toscana Centro e con l’imminente entrata del gestore unico, che costringerà di fatto per legge a far ritirare Cosea in Emilia Romagna, è inspiegabile il polverone alzato verso una società che si trova a gestire i rifiuti a Pescia grazie pure a chi oggi la governa».

«Caso mai dovrebbero fare una seria autocritica – chiude Franchini, rivolgendosi agli amministratori comunali che hanno, appunto, “alzato il polverone” – dopo essersi resi conto, nel tempo, che quelle scelte che pure da loro furono condivise a suo tempo (anno 2003 assessore all’ambiente Roberta Marchi, anno 2005 sindaco Abenante, oggi vengono riconosciute costose e antieconomiche per Pescia, d’altra parte sbagliare e umano ma almeno si abbia la dignità di farsi carico delle proprie responsabilità, piuttosto che andare, spinti da necessità elettorali, a cercare capri espiatori usando mezze verità, con clamorosi autogol».

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