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Leopoldine e Salute ai privati Tettuccio e Redi invece no

Leopoldine e Salute ai privati Tettuccio e Redi invece no

«Leopoldine e Salute viste da noi avranno una gestione privata e si integreranno, mentre Redi e Tettuccio continueranno ad essere gestite direttamente. Intorno a questi quattro pilastri...

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MONTECATINI. «Leopoldine e Salute viste da noi avranno una gestione privata e si integreranno, mentre Redi e Tettuccio continueranno ad essere gestite direttamente. Intorno a questi quattro pilastri vediamo il nucleo centrale della futura offerta turistico-termale». Parole chiare, quelle del vicesindaco Ennio Rucco, sulle strategie pensate dall’amministrazione per il futuro delle Terme. Parole scritte un suo intervento postato anche su Facebook, dove tra le altre cose, rispondendo a un intervento, dà anche una interpretazione definitiva sulla possibilità di intervenire con i restauri al Tettuccio: «Tra le varie condizioni poste dalle banche vi è quella di non destinare risorse ad altri immobili se non al completamento delle Leopoldine. La restaurazione del Tettuccio o avviene con fondi ministeriali ad hoc o non avviene».

L’intervento di Rucco prende le mosse dal dibatto sul servizio andato in onda a Ballarò. «Inevitabilmente – riflette – siamo finiti nel solito sterile e autoreferenziale teatrino del pro o contro Bellandi, peraltro condotto in prima linea da chi per storia, anzianità politica e atti di pubblica evidenza dovrebbe avere almeno il buon gusto di riconoscere che questo sindaco è chiamato a porre rimedio a scelte di altri, sbagliate e forse fatali, e lo fa in operoso silenzio in un contesto socio-economico quasi proibitivo».

«Il concentrarsi sulla politica politicante – prosegue – ha sviato gran parte degli intervenuti dalla sostanza delle osservazioni di Bellandi. Queste osservazioni si sono concentrate nella difesa dei nostri operatori economici, che senza possibilità di contraddittorio si sono visti riprendere le loro attività chiuse per motivi di stagionalità e non di cessazione di attività . Si sono, ci siamo, sentiti dire che hanno chiuso oltre100 attività con una alterazione di oltre il 60% dei dati statistici, dato che il numero di alberghi chiusi in questi ultimi 9-10 anni, è stato ben diverso. Le strutture chiuse sono state 40-45 e non oltre 100. E, tra l’altro, si sono verificati numerosi accorpamenti di piccole case. Sento dire che non importa se le strutture chiuse sono state 40 o 100. Per noi no, perché un Sindaco è chiamato a tutelare la comunità e i suoi interessi, quindi quei dati dovranno essere corretti, a tutela di chi in proprio in questa fase continua a investire e di chi invece combatte ogni giorno per tenere in vita la propria attività».

Sul tema delle Leopoldine Rucco rileva che il sindaco o altri esponenti della maggioranza «non hanno contestato la parte relativa al fermo del cantiere, sotto gli occhi di tutti. Semmai è stato fatto un accostamento senza logica alla Grotta Giusti di Monsummano». E, per finire, il punto di vista sulle stategie. «In questa fase l’azione della Società è l’unica attuabile: accordo economico con Fuksas (realizzato) con conseguente ripartenza della direzione dei lavori, progressiva stabilizzazione dell’azienda (si pensi alla transazione con gli ascolani), aumento di capitale della Regione e sblocco del mutuo per le Leopoldine. Parallelamente, va trovata l’intesa con i privati che hanno manifestato interesse alla rilevazione della Salute per un progetto di piscine ludiche».

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