Sicurezza
Truffe in 70 negozi, arrestati due falsi imprenditori
Si presentavano in vari negozi specializzati in giardinaggio o in ferramenta e materiali per l’edilizia della zona di Lucca e provincia ma anche in diverse altre città della Toscana, e come...
LUCCA. Si presentavano in vari negozi specializzati in giardinaggio o in ferramenta e materiali per l’edilizia della zona di Lucca e provincia ma anche in diverse altre città della Toscana, e come nei celebri film del grande Antonio De Curtis alias Totò, il principe della risata, con una bella dose di faccia tosta s’improvvisavano titolare e dipendente di un’impresa edile ed acquistava motoseghe, decespugliatori, martelli pneumatici, mole, trapani e materie vario per un prezzo variabile dai 1500 ai 900 euro.
Alla richiesta di documenti il «capo» presentava la sua carta d’identità, forniva il nome e la partita Iva della ditta a cui intestare la fattura e per rendersi più credibile tirava sul prezzo. Poi pagava con un assegno bancario.
Peccato che si trattasse di una messinscena: tutto era rigorosamente falso. Come nella commedia dell’arte.
Una colossale patacca che i negozianti erano costretti a denunciare alle forze dell’ordine.
La truffa seriale si è estesa a macchia d’olio: una settantina quelle perpetrate nelle provincie di Lucca, Firenze, Grosseto, Siena, Arezzo, Prato, Pistoia, Pisa, Livorno, La Spezia.
Così ieri mattina la pg della polizia stradale - su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Alessandro Dal Torrione su richiesta del pm Sara Polino - ha eseguito l’arresto di Pasquale Autiero, 43 anni, napoletano residente a Montecatini Terme e Giosuè Cecere, 46 anni, origini campane, ma anche lui abitante nella nostra città.
Il primo è stato trasferito al carcere Santa Caterina in Brana di Pistoia, il secondo ha ottenuto gli arresti domiciliari.
Lo scorso settembre Autiero era stato denunciato dalla pg della polizia stradale che aveva recuperato anche gran parte della merce oggetto delle truffe.
Ma nonostante la denuncia, secondo gli investigatori, reiterava il reato proseguendo nel canovaccio precedente e presentandosi lo stesso giorno in più punti vendita, e a volte in compagnia di Cecere.
Un “vizietto” che alla fine è costato caro ai due napoletani trapiantati a Montecatini, che adesso se la devono vedere con la giustizia per le accuse di truffa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
