Sicurezza
Corruzione per l’appalto dell’autovelox
A giudizio, oltre all’ex sindaco di Campagnatico e al suo vice, anche gli amministratori di due aziende di Larciano
LARCIANO. Corruzione, abuso d’ufficio, turbativa d’asta le accuse per l’affidamento del servizio autovelox a Campagnatico, in provincia di Grosseto. Questioni vecchie di oltre dieci anni ma per le quali non sarebbe ancora efficace il limite della prescrizione.
Gli imputati. Questioni che vedono imputate, a titolo diverso, nove persone: tra cui l’ex sindaco del comune grossetano Elismo Pesucci, l’ex vicesindaco Fabrizio Tistarelli, l’ex responsabile della polizia municipale Luciano Duchini. Il gup Montesarchio li ha rinviati a giudizio, prima udienza il 21 maggio, accogliendo le richieste del pm Pizza. Sono imputati anche Valentina Giunti e Simone Zari, entrambi di Larciano, amministratori di fatto della Centro servizi sas (poi srl), il secondo anche in qualità di socio e amministratore di fatto della Seed; Raoul Cairoli, di Rovellasca (Como), amministratore della Ci.Ti.Esse srl; Antonino Tysserand, amministratore della Tecnotraffico srl e amministratore di fatto della Linea Traffic; Maria Iole Arioni e Claudio Ghizzoni, di Podenzana (Massa), amministratori di fatto della Ca.Bri.Ni. società cooperativa.
Accordo illecito. Stando alle conclusioni dell’accusa, la Seed e la Tecnologie per il traffico avrebbero fatto «parte di un vero e proprio cartello», capace di controllare il mercato nazionale degli autovelox.
Assunzione, regali e abusi. La corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio è contestata a Pesucci, Duchini, Zari e Giunti. Questi ultimi due sono accusati di aver assunto una impiegata (non imputata) segnalata da Pesucci, tra il 2003 e il 2008. L’assunzione e i pacchi di generi alimentari consegnati per le feste di Natale e Pasqua all’ex sindaco e all’allora comandante della polizia municipale nonché i pranzi offerti durante gli incontri tenuti in provincia fino a metà novembre 2007 sarebbero stati secondo l’accusa il prezzo pagato in cambio dell’aggiudicazione e dei rinnovi del servizio di gestione autovelox. Nel mirino della Procura le delibere e le determine tra il 2000 e il 2004. Ma anche quella del dicembre 2005 di rinnovo per 12 mesi, votata da Pesucci e Tistarelli e a cui Duchini aveva poi dato esecuzione. Sarebbero tutte irregolari, perché sarebbero state invitate solo la Seed e la Tecnologie per il traffico, perché alla Centro Servizi sarebbe stato affidato a trattativa privata il contratto già in essere con la Seed e perché la legge prevede il rinnovo per una sola volta e per non più di tre mesi o sei mesi a seconda dei casi contestati (i rinnovi sono tre e sono datati dicembre 2002, 2003 e 2004). I sei mesi sarebbero dovuti servire per preparare un’altra gara di appalto. Tistarelli (indagato per il solo abuso d’ufficio), Pesucci e Duchini avrebbero così favorito la Centro servizi per quei sei mesi di guadagni in più nel 2007 (e per maggiore importo, come viene contestato a Duchini).
Turbativa di incanti. Ne devono rispondere gli imprenditori Zari, Giunti, Cairoli, Tysserand, Arioni e Ghizzoni, oltre all’allora comandante della municipale. Secondo l’accusa, sarebbero stati tutti d’accordo («collusione») tra loro e con Duchini, il quale avrebbe invitato alla gara per il “servizio di noleggio dell’apparecchiatura elettronica del controllo della velocità e servizi connessi” soltanto le ditte di cui erano amministratori gli imputati, in modo da consentire l’aggiudicazione alla Centro Servizi. La ditta della Giunti era l’unica che aveva presentato l’offerta (secondo l’accusa, in accordo con le altre): aggiudicazione e contratto risalgono al gennaio-marzo 2007. Duchini era anche il presidente della commissione aggiudicatrice.
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