Il Tirreno

Montecatini

Condoni “tombali”: ripartono i lavori

di David Meccoli
Condoni “tombali”: ripartono i lavori

La chiusura dei contenziosi con gli ascolani e con Fuksas consente alla società di presentare il bilancio col segno più

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MONTECATINI. Per la seconda volta in pochi giorni il futuro della città ha corso sulla lama di un rasoio, ma anche stavolta Montecatini si è salvata in extremis. Pochi giorni fa la ciambella di salvataggio era stata lanciata dal Tar, che non aveva concesso la sospensiva al ricorso presentato dall’impresa seconda classificata al progetto “Città Nuova” (che in caso contrario avrebbe bloccato i lavori per mesi, se non per anni, con piazza del Popolo e via Cavallotti già “sventrate” dalle ruspe). Stavolta il salvataggio avviene con una sorta di chiusura “tombale” di tutti i contenziosi ancora aperti con gli ex gestori ascolani (pensavate fossero usciti di scena?) e con un’intesa con lo studio Fuksas. Due accordi che dovevano essere trovati (soprattutto il primo) assolutamente entro la fine del 2013, pena il mancato rifinanziamento della società da parte della Regione, meccanismo che avrebbe avuto effetti devastanti su tutto l’impianto termale con il rinvio sine die del cantiere alle Leopoldine.

Partiamo dall’intesa raggiunta con la vecchia società di gestione “Le Terme di Montecatini” in liquidazione. «È stata una partita per nulla facile – spiega l’amministratore unico Fabrizio Raffaelli – e la firma è stata messa solo il 30 dicembre. Si chiude così una pagina non certo bella per la città, ponendo fine a tutti i contenziosi (due ricorsi in Cassazione) ancora in essere e regolando un conteggio complessivo dei debiti e dei crediti vantati dalle due società».

A spiegare più nel dettaglio il perché dell’importanza di questo passo è il consulente Giancarlo Sassoli. «La chiamerei la svolta del 30 dicembre. La baracca, infatti, rischiava di saltare, in quanto senza l’accordo il bilancio 2013 delle Terme sarebbe risultato col segno meno e ciò avrebbe messo la Regione nell’impossibilità di deliberare la seconda tranche da 3 milioni di ricapitalizzazione. Ora, invece, possiamo portare una sopravvenienza attiva a bilancio, che chiuderà col segno più».

«Il decreto di accreditamento dell’aumento di capitale – spiega ancora Raffaelli – verrà fatto a Firenze nel giro di 15-20 giorni, dopodiché procederemo alla stipula del nuovo contratto di mutuo con il pool di banche che, proprio in questa settimana, stanno tutte deliberando sulla vicenda». Siamo stati troppe volte ottimisti sulla riapertura del cantiere alle Leopoldine, ma stavolta sembra davvero che l’uscita dal tunnel sia vicina. «Giovedì – dice Raffaelli – abbiamo raggiunto un’intesa anche con lo studio Fuksas che ha sbloccato un’impasse che durava da oltre un anno. Siamo infatti tornati in possesso della documentazione che servirà alla direzione dei lavori per riavviare la pratica burocratica con l’amministrazione comunale». Infine, ed è la terza buona notizia, a fine 2013 la Regione ha anche deliberato un finanziamento per ulteriori 300mila euro che ha permesso alla società di fronteggiare tredicesime, stipendi e altre esigenze di cassa.

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