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Pescia bene comune chiede il nome di chi gestirà i parcheggi

PESCIA. Il Comitato cittadino “Pescia Bene Comune”, sorto qualche mese fa per dire no al bando di assegnazione al privato della gestione delle soste a pagamento, torna a far sentire la sua voce

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PESCIA. Il Comitato cittadino “Pescia Bene Comune”, sorto qualche mese fa per dire no al bando di assegnazione al privato della gestione delle soste a pagamento, torna a far sentire la sua voce. Lo fa perché a quasi due mesi dall'apertura delle buste contenenti le offerte economiche, l'amministrazione non ha ancora ufficialmente comunicato il nome della società che si è aggiudicata l'appalto. '

«Ad oggi, nelle more di un dissesto finanziario che, se dichiarato ufficialmente, produrrà inevitabilmente sacrifici lacrime e sangue per tutti i cittadini di Pescia - dichiara il comitato - l'Amministrazione non ha fornito risposte, né concesso copia degli atti ufficiali e solo dalla cronaca locale abbiamo appreso con sconcerto della concessione degli stalli a pagamento ad una ditta, salvo poi il giorno successivo leggere una smentita: un metodo che nulla ha a che vedere con la trasparenza amministrativa, con la tutela del bene pubblico e con il rispetto verso i cittadini».

Per questa ragione il Comitato torna a chiedere all'amministrazione di sospendere, utilizzando l'istituto dell'autotutela, l'iter di assegnazione al privato degli stalli di sosta a pagamento in tutto il comune, per i riflessi negativi che avrebbe sull'utenza e sulla cittadinanza tale mascherato aumento della pressione fiscale e conseguente inasprimento sanzionatorio; di pubblicare online sul sito del Comune tutti i documenti ufficiali al riguardo, così come previsto dalla legge sulla trasparenza amministrativa e che venga compiuta una corretta analisi in sede economica e politica per trovare una sollecita soluzione al problema dei parcheggi in città, rispettosa delle osservazioni del Comitato anche attraverso la convocazione di uno o più consigli comunali aperti nei quali la dirigenza, l’assessore responsabile e il sindaco, con democratica trasparenza, forniscano dettagliate e motivate risposte alle istanze sollevate dal Comitato. Il Comitato ribadisce, inoltre, la scarsa convenienza economica per il potenziale gestore privato e le ripercussioni che un eventuale fallimento comporterebbe per l'intera cittadinanza.

«O l'azienda aggiudicataria (ad oggi sconosciuta) ci lascia le penne e il Comune si trova come il Re Nudo, senza parcometri e a dover ricostruire un servizio da zero e quindi con notevoli danni finanziari - sostiene il Comitato - oppure accadranno altre cose: (già, in parte, descritte o fatte capire nella stessa relazione schematica del comandante dei Vigili Urbani al consiglio comunale) maggiori multe, maggiore vessatorietà, futuri blitz tariffari dell’amministrazione o allargamento degli orari».

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