Finanza
Mini-Imu: quanto si pagherà a Larciano
L’aliquota non era al 4 per mille e quindi entro il 24 gennaio i cittadini dovranno versare il 40% dell’imposta sugli immobili
LARCIANO. Entro il 24 gennaio, attraverso il modello F24 o il bollettino postale prestampato per questo scopo, i contribuenti dovranno versare la cosiddetta “mini-Imu”, una quota (il 40%) dell'imposta dovuta ai Comuni che hanno alzato l’aliquota base della prima casa oltre il 4 per mille e di altre tipologie di immobili oltre il 7,6 per mille, e per i quali il governo non ha garantito la copertura totale una volta abolito il balzello.
L’ufficio tributi del municipio di Larciano ha così diffuso un’informativa proprio per fugare i dubbi e dare (negative) certezze in una questione dove – invece – regna l’incertezza. C'è di sicuro che la mini-Imu non dovrà essere pagata per i fabbricati rurali a uso strumentale, visto che è stata preclusa alle amministrazioni la possibilità di aumentare l’aliquota base del 2 per mille (che è rimasta invariata a Larciano). Per il resto sono dolori dappertutto.
In paese viene innanzitutto colpita la prima casa di proprietà: dal 4 per mille si è saliti a un’aliquota del 5,5 per mille (tariffa approvata nel settembre 2013 riconfermando quella indicata nel corso del 2012), la mini-Imu è pari al 40 per cento di questa differenza, tenendo anche conto delle eventuali variazioni sulle detrazioni (200 euro più 50 euro per ogni figlio di età non superiore ai 26 anni). Secondo un calcolo realizzato dalla Camera del Lavoro della Cgil i proprietari di Larciano dovranno corrispondere circa 12 euro in media.
Poi gli altri casi: per i terreni agricoli, le aree fabbricabili e fabbricati (abitazioni principali, pertinenze e fabbricati rurali a uso strumentale esclusi l’aliquota in vigore a Larciano è del 9,6 per mille (del 7,6 per mille invece quella base). Per gli immobili ad uso abitativo e relative pertinenze “tenute a disposizione”, ossia non utilizzate né dal soggetto chiamato a pagarci l’Imu, né concesse in comodato d’uso gratuito, né affittate l’aliquota in vigore è del 10,6 per mille (contro il 7,6 fissato dal governo). Infine, per le abitazioni concesse in uso gratuito a un parente in linea retta di primo grado, ascendente o discendente (ossia padre o figlio), purché questi vi abbia la residenza e utilizzi l’immobile effettivamente come propria dimora l’aliquota larcianese sarà (contro il 7,6 per mille fissato dal governo anche in questo caso) dell’8,6 per mille.
Luca Signorini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
