Sicurezza
Era di Laila il corpo ritrovato in acqua
Confermata l’ipotesi iniziale: i parenti hanno riconosciuto nella salma la donna scomparsa da casa lo scorso novembre
PONTE BUGGIANESE. Non appena si era diffusa la voce di quel ritrovamento il pensiero era corso subito a lei, a Laila Balzi, la sessantenne scomparsa da casa a fine novembre. E, ieri mattina, è arrivata la tragica conferma. Ieri mattina, infatti, la salma è stata riconosciuta dai parenti.
Il corpo della donna era stato ritrovato sabato, poco dopo le 15, dai cacciatori e barcaioli dell’associazione Volpoca, durante un’escursione, non lontano dal porto palustre di Casin del Lillo, nella frazione pontigiana di Anchione. Il corpo era in acqua, a circa un chilometro dalla riva, nel punto dove sfocia il fiume Pescia. E proprio quel particolare aveva subito fatto pensare a Laila. La donna, infatti, era scomparsa dalla sua abitazione di Chiesanuova (nelle campagne di Chiesina Uzzanese) lo scorso novembre. E la sua abitazione si trova appunto vicino al fiume Pescia.
L’anziana, non sposata, viveva con la sorella e lavorava nell’attività florovivaistica di famiglia. L’ipotesi, all’epoca della scomparsa, fu che per qualche motivo si fosse allontanata spontaneamente da casa, nascondendosi da qualche parte tra le serre e i campi delle campagne chiesinesi. Campagne che furono battute palmo a palmo da carabinieri e protezione civile, senza trovare alcuna traccia della donna.
Una delle ipotesi fu che si fosse proprio allontanata, in qualche modo, dalla Valdinievole, un’altra, invece, che fosse finita in qualche modo nel fiume – le cui sponde furono perlustrate – e fosse stata trascinata via (nonostante il basso livello dell’acqua in quel periodo) dalla corrente. Un’ipotesi quest’ultima che si è rivelata tragicamente vera sabato scorso, con la scoperta di quel corpo in Padule.
Ieri mattina come detto, i parenti, accompagnati dai carabinieri, hanno riconosciuto in quel corpo martoriato dal tempo trascorso in acqua quello della loro amata Laila.
Restano ancora da stabilire, invece, le cause esatte del decesso (probabilmente già oggi il Pm deciderà per l’autopsia). Si cercherà di dare una spiegazione più precisa all’accaduto. Al momento, infatti, ogni ipotesi non può essere esclusa: dal gesto di autolesionismo, alla caduta accidentale nel fiume, fino alla possibilità di un malore mentre stava camminando sull’argine del Pescia, finendo poi per cadervici dentro.
In particolare i medici saranno chiamati ad accertare se la causa diretta di morte è stata l’annegamento o meno. Questo particolare potrà dare una mano a ricostruire la sequenza di eventi che si è chiusa con la tragica scoperta di sabato pomeriggio nel Padule di Fucecchio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
