Sicurezza
Fallisce (per ora) il tentativo dell’unità del centrodestra
MONTECATINI. Se l’obiettivo era riunire tutti, allora è stato raggiunto. Ma al di là di questo, le posizioni di partenza sono rimaste inalterate, con le primarie che si allontanano sempre di più e i...
MONTECATINI. Se l’obiettivo era riunire tutti, allora è stato raggiunto. Ma al di là di questo, le posizioni di partenza sono rimaste inalterate, con le primarie che si allontanano sempre di più e i candidati che, nello schieramento di centrodestra, erano tre e sono rimasti tre (di cui uno, quello di Forza Italia e sulla carta più importante, ancora non ufficializzato). La tavola era affollata, venerdì sera all’hotel Belvedere. C’era Forza Italia con il coordinatore provinciale Alberto Lapenna affiancato (e qui sta una prima novità) dal nuovo vicario Franco Pacini (pare incaricato da Roma per risolvere l’impasse politico creatosi a Montecatini) e con Eugenio Pancioli, Andrea Quaranta e Marco Silvestri (assente, con tutte le dietrologie del caso, il candidato in pectore e capogruppo in consiglio, Riccardo Sensi). C’erano Ilaria Michelucci e Patrizio La Pietra (altra novità, lui che è stato coordinatore vicario del Pdl a Pistoia) per Fratelli d’Italia. C’era la Destra di Giuseppe Fiore e Adolfo Danesi. E poi l’Udc (rappresentata da Simeone Clamori), la Lega (Mauro Tintori) e le due “anime” del Nuovo Centro Destra (da una parte Benedetti e Manna, dall’altra Gambetta Vianna e Leone, tutti a rivendicare la paternità del partito a Montecatini). Addirittura, come osservatori, c’erano anche gli “Amici di Montecatini”, che da mesi lanciano stoccate all’amministrazione Bellandi. Infine le due liste civiche che hanno già formalizzato la loro discesa in campo: da una parte Pier Paolo Blasi (presente all’incontro e sostenuto dall’ex sindaco Ettore Severi), dall’altra Silvia Motroni (rappresentata da Paolo Ammendola e Giovanni Bucciero).
Lapenna ci ha provato a trovare un comune denominatore, ma alla fine, se proprio non ha gettato la spugna, ha comunque aggiornato l’incontro di una decina di giorni e incassato il “no” alle primarie delle liste civiche, per niente disposte ad aprire la strada alla (quasi) sicura vittoria di un candidato di Forza Italia, partito in grado di smuovere le proprie “truppe” anche nel breve tempo rimasto a disposizione. Ma attenzione, la “quasi sicura” vittoria dei seguaci di Berlusconi è alle primarie. Altro discorso è per il voto che conta, alle amministrative. Qui la faccenda è più complessa e sia Blasi che Motroni possono giocarsi le proprie carte per andare a un eventuale ballottaggio. E di questo se ne rende conto la stessa Forza Italia, che a sostegno della tesi del candidato unico ha snocciolato i numeri di un sondaggio che vedrebbe i “grillini” addirittura al 15-18% dei voti: uno scenario da incubo per il centrodestra, visto che la sfida a due potrebbe alla fine anche essere tra Bellandi e il candidato del Movimento 5 Stelle.
David Meccoli
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