Il Tirreno

Montecatini

Cadavere nell’acqua: mistero in Padule

Cadavere nell’acqua: mistero in Padule

Scoperto da alcuni escursionisti: potrebbe trattarsi del corpo di Laila Balzi scomparsa un mese e mezzo fa da casa

3 MINUTI DI LETTURA





PONTE BUGGIANESE. Stavano facendo un’escursione in Padule, approfittando del fine settimana e di un cielo finalmente clemente. Avrebbe dovuto essere un’occasione per provare le proprie attrezzature e per tuffarsi nella natura, ma, dopo poco che si erano avventurati nell’area lacustre, i cacciatori e i barcaioli dell’associazione Volpoca son dovuti tornare a riva in tutta fretta per dare l’allarme. In mezzo all’acqua, a poca distanza dal porto del Casin del Lillo nella frazione pontigiana di Anchione, stava galleggiando un corpo senza vita.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri dalla stazione di Ponte Buggianese e dalla compagnia di Montecatini, il personale del 118, i soccorritori della Croce Oro di Ponte Buggianese e i vigili del fuoco. Le operazioni di recupero non sono state facilissime: il corpo senza vita si trovava a circa un chilometro dalla riva più vicina, quella di Casin del Lillo appunto, mentre nel frattempo era anche calata l’oscurità. Comunque l’operazione di recupero ha avuto successo. Confermando l’impressione degli uomini che per primi lo avevano avvistato, si trattava del cadavere di una donna di una certa età.

Il corpo, che presentava già i segni del tempo trascorso in acqua, è stato trasportato nella camera mortuaria di Pescia per essere sottoposto all’esame autoptico, per stabilire la causa esatta di morte e l’identità della vittima. O, meglio, per confermare l’identità della donna. Ci sono infatti pochi dubbi sul fatto che possa trattarsi di Laila Balzi, la sessantenne scomparsa un mese e mezzo fa dalla sua abitazione di Chiesanuova Uzzanese. Si tratta della stessa ipotesi che da subito ha cominciato a circolare non appena si è diffusa la notizia del ritrovamento. Adesso toccherà agli accertamenti sul corpo e su ciò che indossava, e al riconoscimento della sorella, confermare o meno se, davvero, quel corpo appartiene alla donna.

Questo spiegherebbe anche il luogo del ritrovamento, che sì trova sì a diversi chilometri dal luogo della scomparsa. Ma i due punti sono collegati tra loro dal Pescia: il fiume, infatti, finisce la sua corsa proprio in questo punto del Padule di Fucecchio. Fiume che, a monte, scorre proprio nelle campagne vicino all’abitazione di Laila Balzi.

Se davvero si tratta della stessa donna è possibile che la stessa, per un incidente, per un malore mentre viaggiava sulle sponde del torrente o (ipotesi più improbabile) per una volontà autolesionista, sia caduta nel fiume. Fiume che era sì in una fase di quasi secca in quel periodo, ma che aveva comunque forza sufficiente a trascinare un corpo. Così come è possibile che, dopo aver accusato un malore fatale, il suo corpo sia rimasto nascosto in qualche punto delle sponde del fiume, per essere trascinato in Padule solo dopo i violenti acquazzoni degli ultimi giorni, che hanno sollevato di parecchio il livello del Pescia. Dalle indiscrezioni sembra che, almeno da un primo superficiale controllo, il corpo non presentasse segni particolari, solo qualche trauma evidente a livello facciale, ma che potrebbero essere facilmente spiegati con il trascinamento da parte della corrente fluviale. Ora toccherà al’autopsia stabilire l’esatta causa di morte, e se questa è stata l’annegamento o se la donna era già deceduta (e perché) quando è caduta in acqua.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa