Sicurezza
Verso il voto: «Pescia ha bisogno di svoltare»
Centrodestra, il movimento “Rotta Comune” chiede un sindaco fuori dai giochi politici del passato
PESCIA. Il centrodestra pesciatino sembra essere in cerca di un candidato sindaco in vista delle prossime elezioni, ma anche di un’identità definita, che al momento sembra non avere. Se le voci circa la non ricandidatura del sindaco uscente Roberta Marchi dovessero essere confermate, infatti, potrebbero svolgersi anche nel centrodestra le primarie, ma c'è chi come l'ex assessore Roberto Franchini, non pone pregiudiziali, sostenendo di voler guardare più ai programmi che non agli schieramenti. Per il promotore del nuovo movimento “Rotta Comune”, il vero interrogativo, al momento, non è quello relativo al futuro, quanto piuttosto al presente. Da chi è governata Pescia in questo momento? L’attuale giunta è stata eletta quale rappresentante del vecchio Pdl, ma ormai, si tratta di una realtà che non esiste più: «Al di là delle scelte individuali di singoli membri del consiglio, non c’è stata fino ad ora una presa di posizione di gruppo – sottolinea Franchini – manca, dunque, chiarezza su quali siano gli schieramenti in campo. A parte l’Udc, infatti, gli altri hanno cambiato casacca mille volte, quindi non siamo in grado di dire di cosa sia espressione politica questa maggioranza, se di qualcosa che non esiste più, ma che si è deciso di tenere in vita per rispettare la volontà popolare che la eletta oppure di Forza Italia, questo andrebbe esplicitato».
“Rotta Comune” è un movimento di centrodestra, esprimerà un suo candidato sindaco, ma Franchini esclude un suo coinvolgimento personale: «Perché a Pescia c'è bisogno di una svolta sostanziale – dichiara Franchini – non necessariamente un giovane sindaco, ma un sindaco fuori dai giochi politici di questi ultimi 20 anni, mentalmente lucido e non gestibile dalle lobby che fino ad ora hanno gestito al cosa pubblica a Pescia».
Nel merito degli obiettivi per i quali il sindaco Roberta Marchi definisce «soddisfacente» la sua esperienza di primo cittadino, Franchini esprime non poche perplessità: «Il piano strutturale è stato approvato, è vero, ma senza il regolamento urbanistico e gli altri regolamenti conseguenti è un obiettivo che può dirsi raggiunto solo a metà, senza considerare la grossa incognita rappresentata dal business park, che ho sempre personalmente considerato una scelta errata e su cui si dovrebbe al più presto prendere una decisione se non si vuole lasciare una patata bollente nelle mani della futura amministrazione. Per quanto riguarda il risanamento delle casse comunali, anche lì è stato fatto un grosso lavoro da parte di questa amministrazione e bisogna dargliene atto, ma restano le pressioni della Corte dei Conti e il rischio del dissesto, non ancora sventato. Meglio sarebbe stato verificare la situazione finanziaria del Comune fin dall’inizio e far commissariare l’ufficio ragioneria. La responsabilità di questa difficile situazione, adesso, non può certo essere data ai dirigenti, come si è tentato di fare. I dirigenti, infatti, si possono spostare da un ufficio all’altro. È la politica che ha sbagliato, omettendo di fare i controlli dove andavano fatti e ostinandosi nel voler continuare a tenere in piedi una situazione tentando di risolvere delle problematiche forse irrisolvibili e tutto questo adesso gli si sta ritorcendo contro».
Maria Salerno
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