Sicurezza
Rischio dissesto: «Dimostreremo che il piano regge»
L’assessore al bilancio fa il punto sull’attività del gruppo per rispondere alla bocciatura arrivata dalla Corte dei Conti
PESCIA. Il dissesto sarebbe una catastrofe, soprattutto per i pesciatini, per questo è fondamentale il ruolo del gruppo di lavoro chiamato a dimostrare – alla Corte dei Conti – che il piano di equilibrio funziona: così l’assessore al bilancio Oria Mechelli interviene sul caso delle finanze cittadine, facendo il punto proprio su quanto il gruppo di lavoro ha fatto e sta facendo.
«Ritengo importante – esordisce l’assessore – che i cittadini di Pescia sappiano quali sono le ragioni per cui il Comune deve ricorrere alla Corte dei Conti per evitare il dissesto finanziario. Il percorso che da più di due anni l'amministrazione ha intrapreso ha portato a dare chiarezza, regolarità e legittimità ai conti e ai bilanci del Comune. Le mancanze sottolineate in sede di controllo dalla Corte dei Conti erano numerose e tanti problemi sono stati affrontati e risolti. Abbiamo cancellato dai bilanci i crediti inesigibili per più di sei milioni di euro, abbiamo fatto emergere e inserito nel bilancio debiti vecchi di cui non era conosciuta l’esistenza e la loro debenza per quasi due milioni, si è data legittimità alle procedure di impegno di spesa con la formalizzazione delle delibere dirigenziali. I quasi nove milioni di buco che l’amministrazione ha coperto sono soldi sottratti a nuove opere e iniziative, ma la cancellazione dei crediti inesistenti e l’inserimento dei debiti era una scelta obbligata e necessaria».
«La gestione di competenza degli anni 2011 e 2012 è stata buona – continua Mechelli – e il disavanzo di 3.400.000 di euro è nato solo ed esclusivamente dal taglio dei crediti vecchi inesigibili, a tal proposito la corte elaborò un’indagine, ed è proprio dalla collaborazione con i magistrati contabili e con i revisori che venne deciso di ripulire il più possibile delle partite vecchie che non sarebbero state mai riscosse. Un’altra richiesta della magistratura contabile era stata quella di riguardare tutte le somme inserite nel bilancio tra i vecchi investimenti, alcune risalgono agli anni Novanta, e vedere le relative fonti di finanziamento. Questo lavoro, difficile e lungo, non era stato completato e per questo a novembre, in sede di osservazione alla relazione istruttoria venne chiesto al magistrato di poter avere qualche mese in più per operare il riallineamento. Questo per dimostrare che il Comune è in grado di coprire e accantonare eventuali somme destinate agli investimenti che erano state inappropriatamente cancellate o spese negli anni passati. Per questo è stato costituito un gruppo di lavoro che farà emergere un risultato contabile e dimostrare che il piano di riequilibrio finanziario pluriennale adottato per suddividere in dieci anni il disavanzo, è un piano che regge. Il piano ha avuto infatti il parere favorevole del ministero dell’Interno mentre la sezione regionale della Corte non l’ha ritenuto congruo. Le somme che verranno accertate a seguito del riallineamento dei vecchi investimenti e finanziamenti saranno coperte dal bilancio senza aumentare il disavanzo».
«La posta in gioco – chiude l’assessore – è alta, non solo per il grande lavoro svolto, ma per i cittadini. Le conseguenze del dissesto sarebbero pesanti: tasse e imposte al 100%, aumento dei servizi a domanda individuale e in un periodo di incertezza legislativa e di una pressione fiscale eccessiva non è possibile andare a gravare sempre più sulla comunità. È importante che le scelte finanziarie e di spesa, anche considerando i tanti sforzi finanziari fatti, possano esser prese a favore dei cittadini e del territorio. Spero che tutte le forze politiche presenti in consiglio e non, e tutti i cittadini, sostengano lo strumento del ricorso che rimane la scelta per dimostrare che Pescia può onorare gli impegni del piano di riequilibrio e gestire i conti in modo sano e corretto senza sacrifici sociali».
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