Italia
No alla liberalizzazione delle droghe
«Le modificazioni della canapa l’hanno resa ancor più pericolosa»
MONTECATINI. «Non si combatte la droga con la droga». Così interviene il Gruppo Valdinievole, che da anni opera per il recupero dei tossicodipendenti, a proposito del dibattito sull’opportunità di legalizzare alcune sostanze stupefacenti. «Da tempo– si legge nella nota inviata da Libero Palombo – si sta tentando di far conoscere l’evoluzione che ha avuto la droga negli ultimi vent’anni e anche le numerose operazioni di marketing che la criminalità organizzata ha messo in piedi e che hanno lo scopo di coinvolgere ragazzi sempre più in giovane età. Sembra di fumare il classico spinello, ma in realtà il principio attivo della sostanza assunta è di gran lunga maggiore di quello che vi era in passato.
E non soltanto cambiano i comportamenti e la psicologia di chi la assume, ma essa produce seri danni al sistema nervoso centrale, creando una forte dipendenza fisica. Le modalità di coltivazione, il clima e la modificazione genetica dei semi, ed esperimenti in laboratori improvvisati, fanno sì che le piante di canapa contengano un elevato contenuto di thc (tetraidrocannabinolo). Non è facile oggi far capire ai giovani che tutte le droghe sono pericolose e che l’unica prevenzione possibile sia non usarle.
I messaggi che sono arrivati ai giovani sono numerosissimi e fuorvianti. Gli è stato detto che sono droghe leggere, che la cannabis non ha mai ammazzato nessuno, mentre l’alcol e il tabacco sono più pericolosi. E ora viene detto che non solo la marijuana non fa male, ma che è una medicina. Credo sia arrivato il momento di ribellarci a questa totale disinformazione e dire ai giovani che il termine droghe leggere non esiste».
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