Il Tirreno

Montecatini

La preghiera esaudita dal Papa

La preghiera esaudita dal Papa

Pescia: donna di 89 anni gravemente malata chiede un giorno di vita in più, al risveglio analisi ok

3 MINUTI DI LETTURA





PESCIA. Non usa mai la parola “miracolo”, un termine che probabilmente, nel suo cuore di persona profondamente cattolica, considera troppo impegnativo. Preferisce parlare di visione, e ancora si domanda se quello che ha vissuto e provato sia stato reale, o sia stato un sogno. Però le ultime analisi sono reali, così come sono reali la sua voglia di parlare, la sua lucidità, persino la vivacità nei suoi occhi e il suo appetito.

Piera Di Todaro, per tutti Pierina, 89 anni ad aprile, si trova in un letto dell’ospedale di Pescia. Malata da molto tempo, venerdì scorso è stata ricoverata al Cosma e Damiano, per un improvviso riacutizzarsi dei suoi malanni. Le sue condizioni erano critiche, per non dire disperate. E la stessa Pierina se ne rendeva conto. La sua ora, spiega, sembrava arrivata: «Sabato è passato uno dei miei figli con mia nuora, e quando se ne sono andati ho visto la tristezza nei loro occhi». Le condizioni della donna, infatti, erano gravissime. Una situazione di cui si è resa conto la stessa Pierina, convinta che ormai fosse arrivato il momento di lasciare questo mondo. Ed è qui che è partita la sua preghiera, rivolta a Papa Francesco: «Una persona straordinaria – racconta Pierina – un Papa meraviglioso. L’ho pregato con tutte le mie forze perché mi concedesse un altro giorno, un solo giorno di vita, perché potessi sistemare le mie cose».

E qui parte quella che la donna descrive come una visione: «Non so cosa mi sia successo, se me lo sono immaginato, ma per me era reale. Ho sentito un vento, una brezza fuggente su tutto il corpo, come se fossi in un bosco invece che in un letto d’ospedale e poi questa luce. Mi sentivo in bilico e mi rendevo conto che quello era il trapasso, e questa voce che mi diceva “hai finito gli 88, ora sei negli 89” (riferita evidentemente agli anni di età, essendo Pierina nata nel 1925 ndr), poi sono “tornata indietro”, vivendo tutti i miei ricordi più recenti».

Poi il risveglio, nel letto di ospedale. Il giorno in più le era stato concesso. E non solo quello. Ieri mattina la donna è apparsa visibilmente trasformata, e in meglio: ha ripreso a parlare tranquillamente, perfettamente lucida. Ma soprattutto le analisi di rito, l’ematocrito fattole dava valori normali, come non si registravano da tanto tempo. Miracolo? Come detto la donna non usa questa parola, ma è comunque grata di questa possibilità che le è stata concessa: «Mi sono raccomandata a Papa Francesco e a lui va il mio ringraziamento per questo giorno in più che mi ha concesso». Un giorno a cui, a giudicare dalle condizioni attuali, ne seguiranno tanti e tanti altri ancora, ma, intanto, Pierina può fare quello che voleva, quello per cui aveva chiesto quella possibilità in più al Pontefice, ossia «lasciare un messaggio di ringraziamento a tutti coloro che mi vogliono bene e mi sono stati sempre accanto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa