Sicurezza
Valdinievole da salvare con un parco agricolo
PESCIA. Rilanciare il territorio, renderlo economicamente attivo e, al tempo stesso, tutelarlo sotto ogni profilo, e, addirittura, rimediare ai danni prodotti dall’uomo: condizioni che possono...
PESCIA. Rilanciare il territorio, renderlo economicamente attivo e, al tempo stesso, tutelarlo sotto ogni profilo, e, addirittura, rimediare ai danni prodotti dall’uomo: condizioni che possono apparire inconciliabili, ma che, in realtà, possono convivere nel progetto/proposta che sarà presentato il prossimo 25 gennaio a Pescia, quello del “Parco agricolo della Valdinievole”.
«La tutela del territorio ha acquisito in tutta la Valdinievole una dimensione emergenziale – si legge sulla nota di Omero Nardini dell’associazione “Il chicco di grano”, tra le organizzatrici dell’evento – evidente è la contraddizione tra pianificazione territoriale e risorse, tra attualità e storia, tra natura e cultura. Il territorio, bene comune per eccellenza, è soggetto a ripetuti meccanismi di degrado, senza la protezione organica di una pianificazione pubblica moderna e omogenea. Il modello di sviluppo imperante è quello della pura “crescita edilizia”, che condanna le nostre comunità al degrado sociale e si traduce in un processo di cementificazione pervasiva dei suoli, con la saldatura degli antichi centri abitati, un consumo insostenibile delle risorse naturali e una diffusa perdita di biodiversità. È quindi urgente un riorientamento degli strumenti di programmazione e per una riqualificazione integrata del territorio consideriamo urgente introdurre nella programmazione istituzionale uno strumento innovativo: il parco agricolo».
«Il progetto del parco è una visione innovativa – continua Nardini – coerente con le identità territoriali, le risorse, le condizioni ecologiche, individua nel mondo agricolo un ruolo per l’economia e l’ambiente. Il parco agricolo non è un progetto fatto di vincoli e conservativo, ma costruisce uno scenario di autosviluppo locale, che integra le risorse agroambientali, culturali e paesaggistiche, turistiche e enogastronomiche per sviluppare nuove economie nel territorio, prevenire rischi e minacce ambientali e migliorare la qualità della vita delle popolazioni, creando anche circuiti stabili di produzione di cibo di qualità per il mercato locale. Si tratta di ricostruire un rapporto di evolutivo condivisa, una nuova alleanza fra territorio agricolo e città, assicurando la presenza dell’agricoltura nei nostri contesti di pianura e nelle aree periurbane, orientata progressivamente verso modelli qualitativi e multifunzionali. Il parco agricolo è un modello di pianificazione territorialeche mira all’integrazione fra gli strumenti di governo del territorio e i piani di sviluppo rurale e si propone come fattore di riqualificazione integrata del territorio, ponendo al centro un modello di agricoltura periurbana multifunzionale e pluriproduttiva. Agisce a due livelli: quello istituzionale, di governo del territorio; e quello di aggregazione volontaria di attori locali, mettendo al lavoro la società locale e creando relazioni in forma di rete».
L’idea, però, non può prescindere da una serie di fattori, in primis la partecipazione degli enti locali e la disponibilità anche a collaborare tra di loro: «Il progetto del parco agricolo – chiude la nota – declinabile chiaramente nella dimensione dell’area vasta, della “bioregione” Valdinievole, deve perciò nascere da uno sforzo collettivo delle popolazioni locali e dei diversi attori del mondo agricolo e deve realizzarsi attraverso una rete collaborativa tra i comuni della Valdinievole».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google