Attenzione
No a primarie automatiche, bisogna valutare caso per caso
PISTOIA. Risposta a stretto giro di posta del segretario provinciale del Pd, Marco Niccolai, ai “renziani” che in una lettera aperta avevano chiesto la convocazione delle primarie per la scelta dei...
PISTOIA. Risposta a stretto giro di posta del segretario provinciale del Pd, Marco Niccolai, ai “renziani” che in una lettera aperta avevano chiesto la convocazione delle primarie per la scelta dei candidati a sindaco in tutta la provincia. «Il nostro Statuto – scrive Niccolai – prevede che la selezione delle candidature alle cariche avvenga con le primarie di coalizione, e “qualora non si svolgano primarie di coalizione, si proceda con le primarie di partito”. A meno che si utilizzi un diverso metodo concordato con la coalizione. La recente approvazione del regolamento da parte del livello regionale dà un quadro chiaro degli adempimenti formali e costituisce uno strumento per il lavoro delle Unioni Comunali. L’utilizzo delle primarie è dunque quello ordinario e tutti noi ci muoviamo nel solco di quanto prevede il nostro statuto. Non c'è nessuna novità nel discutere di primarie, a cui siamo tutti ormai abituati. Nel nostro territorio le svolgiamo dal 2009 e, durante il mio primo mandato, si sono svolte nei primi due comuni della provincia (Pistoia e Quarrata). Ma chi, come me, crede alle primarie, deve dimostrare di “volergli bene”. Il primo modo è quello di tutelare il fondamento di esse, ovvero che chi le perde deve impegnarsi lealmente, “senza se e senza ma” (come ha fatto Renzi con Bersani nel 2012) a sostegno di chi le vince. Credere nelle primarie significa inoltre che esse non sono un mero adempimento burocratico. Ognuno dei nostri Comuni ha una propria storia, una distinta situazione politica, elettorale e amministrativa da cui bisogna partire. Bisogna dunque iniziare ogni riflessione dall'analizzare i risultati conseguiti dove governiamo, dal giudizio dei cittadini e più in generale dalle potenzialità che abbiamo in ogni comune per vincere in rapporto alla sua conformazione sociale, economica ed elettorale. Dobbiamo evitare che le primarie siano una mera conta di posizionamento interno che rimanda a quel sapore correntizio che il nostro segretario nazionale strenuamente combatte».
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