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In fuga sull’auto rubata Due arresti dopo l’inseguimento

In fuga sull’auto rubata Due arresti dopo l’inseguimento

MONTECATINI. Non si fermano all’alt dei carabinieri e dopo un rocambolesco inseguimento per le vie di Pieve a Nievole e di Montecatini sbandano con l’auto e si schiantano contro un muro di...

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MONTECATINI. Non si fermano all’alt dei carabinieri e dopo un rocambolesco inseguimento per le vie di Pieve a Nievole e di Montecatini sbandano con l’auto e si schiantano contro un muro di contenimento. È successo a due uomini senza fissa dimora (già conosciuti dalle forze dell’ordine), un albanese di 23 anni e un romeno di 43, che nella notte dell’ultimo dell’anno si aggiravano, assieme a un complice, con fare sospetto e a bassa velocità in una zona residenziale a bordo di un fuoristrada Mitsubishi (poi risultato rubato il 30 dicembre a un cittadino di Ponte Buggianese).

Una pattuglia dei carabinieri li ha notati in via Ponticelli a Pieve e, sospettando che fossero intenti a scegliere un’abitazione in cui poi mettere a segno un colpo, ha cercato di fermarli per procedere a un controllo. Ma l’auto con a bordo i malviventi è ripartita a tutta velocità in direzione di Montecatini, dove la fuga si è arrestata, dopo circa tre chilometri di inseguimento, con un incidente contro un muretto laterale in via Sant’Antonio. I tre occupanti, usciti illesi dall’auto, hanno quindi tentato una fuga a piedi per i campi circostanti, ma due di loro sono stati bloccati dai carabinieri. A bordo del veicolo sono poi stati poi rinvenuti e posti sotto sequestro vari arnesi da scasso, solitamente utilizzati per forzare porte e finestre, e guanti (usati per non lasciare impronte digitali). I due arrestati sono risultati anche gravati da numerosi pregiudizi per furto e altri reati contro il patrimonio. Entrambi, nella mattinata di giovedì, sono stati accompagnati dinanzi al procuratore capo di Pistoia, Renzo Dell’Anno, che ha convalidato l’arresto, rinviando il processo al 16 gennaio, concedendo così i termini a difesa richiesti dal loro legale, ma disponendo, nei loro confronti, la custodia cautelare in carcere e non i domiciliari. Per i due malviventi l’accusa è di ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale (hanno avuto una reazione anche dopo essere stati bloccati dai militari) e possesso di arnesi atti allo scasso.

«Abbiamo probabilmente evitato un furto ai danni di un’abitazione – commenta il capitano Enrico Vellucci, comandante della stazione dei carabinieri – e questo grazie ai servizi preventivi che abbiamo intensificato durante le feste natalizie proprio per contrastare i reati contro il patrimonio». Vellucci spiega anche che il processo ai due potrebbe concludersi con un patteggiamento, date le loro chiare responsabilità nella vicenda. Per il cittadino albanese (extracomunitario, a differenza del complice per il quale un simile provvedimento risulta di più difficile attuazione), potrebbe anche scattare la procedura di espulsione dall’Italia.

David Meccoli

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