Sicurezza
Dubbi di legittimità sugli avvisi ai cittadini
PESCIA. Ma quegli avvisi sono legittimi? Il dubbio riguarda gli avvisi che, per posta ordinaria, stanno arrivando a Pescia sull’accertamento dell’Ici per il 2008 e inviati da una società piemontese....
PESCIA. Ma quegli avvisi sono legittimi? Il dubbio riguarda gli avvisi che, per posta ordinaria, stanno arrivando a Pescia sull’accertamento dell’Ici per il 2008 e inviati da una società piemontese.
A sollevare queste perplessità un nostro lettore, Marco Ricci, il quale sottolinea come gli stessi avvisi non siano «emessi dal Comune stesso ma da una società privata, non aggiudicataria del servizio di riscossione dei tributi e non iscritta all’albo dei riscuotitori delle entrate degli enti locali. Dal tenore del documento svolgerebbe solo un controllo di natura informatica. Inoltre l’avviso di accertamento indica per i ricorsi la commissione tributaria di Cuneo».
Insomma, al di là del merito specifico della questione, ossia il presunto mancato versamento della quota Ici del 2008, Ricci solleva una questione più generale sulla legittimità di quell’accertamento arrivato nella sua cassetta delle lettere. Da qui la lettera indirizzata al sindaco e all’ufficio tributi del Comune di Pescia per chiedere chiarimenti , in cui si evidenzia, tra le altre cose, appunto, il fatto che ne documento inviato ai cittadini non venga dichiarato dalla stessa società di essere iscritta all’albo dei riscuotitori delle entrate degli anti locali («Come sarebbe suo obbligo in caso di iscrizione»), come la stessa non risulti «aggiudicataria di una gara pubblica di riscossione dei tributi comunali» e che, quindi, non potrebbe emettere avvisi di accertamento.
Da qui la richiesta di Ricci all’amministrazione di una lettera di chiarimento («Circa l’inappropriata emissione di un documento emesso da un soggetto non abilitato») e a far cessare il comportamento di questa società «che mi auguro avvenuto a vostra insaputa, al fine di non ingenerare errori nei contribuenti, costringendoli a sostenere spese non dovute».
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