Gioco
Il sindaco Vanni promuove la raccolta porta a porta
«A distanza di un anno raggiunto il 95% dei nostri obiettivi. Addirittura i costi per le aziende sono diminuiti di un quinto e sono ora più competitive»
MONSUMMANO. «Abbiamo raggiunto il massimo da un punto di vista ambientale senza che questo abbia inciso notevolmente sul lato economico dei contribuenti»: il sindaco Rinaldo Vanni difende, e anzi sottolinea la bontà dell'investimento sulla raccolta differenziata dei rifiuti con il metodo del porta a porta.
Un sistema che proprio di questi tempi taglia il traguardo dell'anno di vita: il nuovo servizio gestito da Publiambiente fu infatti introdotto il 3 dicembre 2012. Quando gli operatori dell'azienda (saliti di numero da 5 a 20 in città) iniziarono il lavoro, la quota di differenziata era pari al 37,72 per cento. Oggi, dopo dodici mesi (tra cui i primi tre di “transizione”, con ancora i cassonetti sulla strada) siamo già arrivati al 92,48 per cento.
Un approccio diverso che alla collettività costa circa 3 milioni e 200mila euro, poche migliaia di euro in più rispetto al vecchio sistema utilizzato.
«Il porta a porta è l'unico metodo per arrivare a risultati veramente significativi – diceVanni – il nostro obiettivo è stato raggiunto al 95 per cento, abbiamo investito sul personale, viste le assunzioni, sul centro raccolta di Cintolese ma, soprattutto, abbiamo investito sulla tutela dell'ambiente e sull'immagine della città. E tutto ciò non ha portato a grossi aumenti in bolletta, addirittura in alcuni casi ci sono state delle diminuzioni, soprattutto per quanto riguarda precise tipologie di attività produttive».
« In generale – continua il sindaco – registriamo una diminuzione del 20 per cento per la maggior parte delle aziende e possiamo dire che a Monsummano è in vigore il costo più basso per la spazzatura di tutta la provincia, il nostro territorio ha quindi la sua competitività per accogliere nuovi insediamenti produttivi. Negli altri territori che utilizzano ancora i cassonetti il rincaro sui rifiuti c'è stato comunque, noi questi aumenti li abbiamo contenuti e siamo riusciti a investire sull'ambiente e sulla salute dei cittadini».
La Tares (i cui effetti sono partiti da luglio), che comunque comprende anche i servizi indivisibili e non solo i rifiuti, ha scombussolato un po' i piani: le diverse misure e agevolazioni prese di concerto con le associazioni di categoria sono però servite per evitare una pesante mazzata. «Questa tassa non ha niente a che vedere con il costo del servizio di raccolta – spiega Alessio Arrighi di Publiambiente – la Tares è una patrimoniale con costi aggiuntivi sui servizi indivisibili quali manutenzione strade, illuminazione e così via».
« Dobbiamo valorizzare ciò che funziona – prosegue – con il porta a porta, la zona dell'Empolese-Valdelsa e della Valdinievole, con i suoi 220mila abitanti, ha raggiunto livelli di vertice, da Nord Europa, rientrando dentro le indicazioni europee e quelle dell'Ato Toscana Centro, che fissa a un minimo del 65 per cento la produzione di differenziato. Poi ci sarà sempre chi trasgredisce, ma qui migliaia di persone si comportano in modo del tutto civile e rispettoso dell'ambiente. E i risultati si vedono».
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