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Consiglio: voti sbagliati sui verbali

Consiglio: voti sbagliati sui verbali

Il no sul bilancio dell’opposizione si trasforma in un’astensione

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PESCIA. Di fronte al bilancio di assestamento, durante l’ultima seduta del consiglio comunale (quella del 4 dicembre) avevano espresso un voto contrario, ma dalla trascrizione del verbale, e da alcune deliberazioni consiliari risulta, invece, che si sono astenuti.

Ad evidenziare l’accaduto i consiglieri d’opposizione Roi Giorgi (del Pd) e Ferdinando Campolunghi (Prc). Potrebbe trattarsi di un banale errore materiale, ma su un argomento decisamente troppo importante. Il fatto poi che situazioni simili si siano già verificate in passato ha indotto i consiglieri Giorgi e Campolunghi a scrivere al presidente del consiglio comunale Antonio Abenante una nota formale, con richiesta di correzione delle delibere in questione, nonché di trasmissione sia in formato email che cartaceo delle stesse ai capigruppo.

Ciò che normalmente viene trasmesso, infatti, è solamente il file del processo verbale della seduta consiliare e una tabella riepilogativa delle delibere.

«Il nostro controllo della trascrizione dei verbali delle sedute consiliari fino a oggi è stato superficiale e a campione – evidenziano Giorgi e Campolunghi – in quanto abbiamo sempre confidato nel buon operato degli uffici, nella registrazione sonora dei lavori del consiglio comunale, nella vigilanza dell’ufficio di presidenza, dei dirigenti presenti al consiglio e degli scrutatori nominati di volta in volta».

Ma quanto accaduto ha fatto sì che i consiglieri richiedessero, anche, la possibilità di ricontrollare a ritroso le precedenti deliberazioni assunte dal consiglio comunale, in modo particolare quelle relative alle questioni di bilancio «dove – sottolineano i consiglieri d’opposizione – abbiamo sempre espresso votazione con parere contrario».

Aspetto questo non secondario, come sottolinea Campolunghi, che «ha un significato politico ben diverso dall’astenersi».

«Riteniamo che tali distonie possano dare una lettura totalmente falsata e diversa dalla nostra volontà – si legge nella lettera indirizzata al presidente Abenante – qualora tali nostre segnalazioni non venissero accolte, e l’amministrazione non provvedesse a rettificare l’espressione di voto realmente manifestata in quella circostanza dai consiglieri, gli stessi si riservano, in ultimo, la possibilità di rivolgersi agli organismi preposti per esporre i fatti che saranno valutati nella loro completezza».

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