La manifestazione
Preoccupano i debiti fuori bilancio
Depositate le motivazioni della bocciatura della Corte dei Conti del piano di risanamento comunale
PESCIA. Una situazione debitoria critica. Sarebbe questa una delle cause principali alla base della bocciatura, da parte della Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, del piano di riequilibrio finanziario. Un piano di rientro pari a 3.440.123,88 euro da ripianare in dieci anni, a partire dal 2013. Per questa via, sarebbe dovuto avvenire – secondo l'Amministrazione di Pescia – il risanamento del Comune. Ma il 23 dicembre la magistratura contabile ha reso note le tanto attese motivazioni di tale bocciatura, spiegando che «il fabbisogno da finanziare così come definito dall'ente non risulta correttamente quantificato».
In un lungo documento (55 pagine) i magistrati contabili fanno una ricostruzione storica della situazione finanziaria del Comune, a partire dal 2007. Quello che viene evidenziato maggiormente è come nel piano di riequilibrio non siano compresi i debiti fuori bilancio e le cosiddette “passività potenziali”. Il documento riporta l'impossibilità da parte dei revisori “di rilasciare un parere su alcuni debiti fuori bilancio o presunti tali, per mancanza di documentazione idonea, più volte richiesta, ma non ancora ottenuta”. Da cui è scaturita la segnalazione di “grave irregolarità”' da parte della Sezione di controllo. La presenza di debiti fuori bilancio, come si legge nel documento, era stata più volte segnalata dalla stessa Sezione di controllo in sede di verifica dei rendiconti degli esercizi finanziari 2009-2012, sia a causa della mancata copertura finanziaria sia per la presenza di consistenti passività da riconoscere, che il Comune sembrava non riuscire a quantificare. Nel 2011 il bilancio di assestamento non viene approvato proprio a causa del parere negativo espresso dai revisori contabili per via delle incertezze della situazione debitoria e dei dubbi avanzati sulla correttezza delle linee di finanziamento. Su richiesta della stessa Sezione di controllo, il Comune ha fornito ai magistrati contabili una quantificazione di debiti pari a 1.137.397,44 euro, in parte riconosciuti e finanziati nel bilancio di previsione 2013, ma in parte ancora oggi oggetto di verifica.
Ancora sul documento si legge che i dati relativi ai debiti forniti dall'ente risultano diversi, sia nella quantificazione complessiva sia nella riconoscibilità, sia rispetto a quanto poi viene inserito nel piano di riequilibrio sia rispetto a quanto contenuto nel parere dei revisori allegato al bilancio 2013. «Il piano di riequilibrio risulta privo di un'effettiva quantificazione dei debiti fuori bilancio da riconoscere e delle relative linee di finanziamento, che ne avrebbero dovuto costituire essenziale presupposto - scrivono i magistrati contabili -. Forti perplessità genera la natura dei debiti fuori bilancio e delle passività potenziali stimate dall'ente». Nelle considerazioni conclusive la Sezione scrive, infine, che da parte del Comune non c'è stata una valutazione corretta della propria situazione finanziaria ai fini del risanamento,e pertanto «non sussistono realistiche prospettive di risanamento».
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