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Primarie: basta raccogliere le firme

Primarie: basta raccogliere le firme

I sostenitori della candidatura di Bozzaotre replicano alla segreteria: «Niente filtri»

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PIEVE A NIEVOLE. S’infiamma il dibattito all’interno del Pd locale tra i sostenitori di Maurizio Bozzaotre e la segreteria. I sostenitori della candidatura dell’avvocato alle primarie, infatti, non hanno preso bene le precisazioni dell’organismo dirigente. «Innanzi tutto – dicono – la nostra iniziativa aveva unicamente l'intenzione di auspicare la candidatura di Maurizio Bozzaotre alle prossime primarie. Nel momento in cui Bozzaotre dovesse dare tale disponibilità e si aprissero i termini previsti dal regolamento, è evidente che saranno seguite tutte le procedure previste e raccolte ufficialmente le firme. Questo non significa che gli iscritti al Pd non possano pubblicamente manifestare una loro preferenza, tanto è vero che nel nostro comunicato si parla, non a caso, di “adesioni” e non di “firme”. La richiesta a candidarsi è ben altra cosa rispetto ad una candidatura ufficiale. Desta meraviglia apprendere che una segreteria di partito possa porre presunti vincoli interpretativi, omettendo il passaggio più significativo del regolamento (qualsiasi iscritto al Pd può candidarsi) e ignorando palesemente il vero significato della richiesta di decine di iscritti al partito: primarie apertissime».

La nota prosegue ricordando che «è lo stesso regolamento regionale citato dal comunicato a stabilire che, una volta raccolto un certo numero di firme, qualunque iscritto al Pd possa legittimamente avanzare la propria candidatura alle primarie, senza dover passare al vaglio degli organismi del partito. Di conseguenza, non è l'assemblea comunale a decidere “le persone migliori"(volontà, tra l'altro, poco democratica), ma gli iscritti che firmano a favore di una candidatura. Non esistono filtri a priori: saranno i cittadini a decidere la proposta migliore, attraverso il loro voto. In ciò consiste appunto lo strumento delle primarie, e sarà bene che ci si abitui e si cominci ad utilizzare tale strumento per quello che è e non per come lo si vorrebbe. Diversamente, passerebbe un messaggio ambiguo fra gli iscritti, ovvero che qualcuno vorrebbe controllare o gestire il percorso delle primarie: circostanza che non vogliamo nemmeno prendere in considerazione, dato che oltre novanta iscritti al Pd anno manifestato una precisa volontà». Per quanto riguarda il rapporto con le altre forze politiche, «è evidente che la disponibilità a candidarsi alle primarie di un qualsiasi iscritto non esclude un confronto con altri soggetti presenti sul territorio, a meno che non venga posto un veto sulla candidatura da parte di qualcuno».

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