Sicurezza
La scuola si finanzia le ore di sostegno per affrontare i tagli
Con nuovi modelli di lavoro e l’uso dei fondi d’istituto il Sismondi Pacinotti tampona la carenza di insegnanti
Quest’anno le ore riservate al sostegno degli alunni disabili hanno subito un ulteriore taglio. Ma c’è chi – nonostante ciò – cerca di fare il possibile per venire incontro alle esigenze degli studenti diversamente abili. È il caso del Sismondi Pacinotti il quale, contando tra i suoi iscritti un'altissima percentuale di alunni con disabilità (la più alta a livello provinciale), per far fronte ai tagli dello Stato ha dovuto adottare una serie di strategie per fare in modo che nessuno rimanesse indietro.
«Sono molti i genitori che stanno facendo ricorso contro i tagli, per ottenere più ore per i loro figli – spiega Massimo Fontanelli, dirigente dell’istituto – noi come scuola abbiamo cercato di far fronte al minor numero di cattedre prevedendo modalità di lavoro coi ragazzi, che comunque consentono il raggiungimento di buoni obiettivi». Il riferimento è al lavoro di gruppo. Anziché interventi individualizzati sui ragazzi disabili, la linea della scuola è quella di creare micro gruppi (che includono un massimo di 3 alunni con disabilità) così da massimizzare il tempo a disposizione per le attività di sostegno.
«Nel 90% dei casi lavorare in gruppo è possibile – spiega Tiziana Spanò, coordinatrice didattica per il sostegno – ma tutti gli interventi vengono calibrati sulle difficoltà individuali dei singoli alunni, prevedendo dunque più livelli d’intervento a seconda della gravità dell'handicap».
La legge prevede – a seconda della gravità dell'handicap – che il rapporto sia 1 a 1 (un insegnante di sostegno per ogni alunno disabile): «In molti casi il rapporto 1 a 1 può risultare isolante per l’alunno e mortificare l’aspetto della socializzazione – prosegue Spanò – per questo la linea della scuola è quella di lavorare prevalentemente in classe insieme agli alunni normodotati e ai docenti non di sostegno, tutte le volte che è possibile».
Col taglio delle cattedre di sostegno il rapporto insegnante-alunno, che fino all'anno scorso era 1 a 2, ora è diventato 1 a 3. La scuola ha tentato di tamponare, comunque, la carenza di docenti. In che modo? «Attingendo ai fondi d’istituto o ad altre forme di finanziamento per incrementare il numero delle ore di sostegno – spiega il preside – soprattutto in relazione ai casi più gravi, così da intervenire in maniera più finalizzata».
Il Sismondi-Pacinotti prevede, anche per i portatori di handicap, progetti di alternanza scuola lavoro. Sono diversi gli alunni con disabilità che hanno potuto compiere esperienze di stage in strutture pubbliche come l’archivio di stato o la biblioteca.
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