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Montecatini

Ex Frantoio Tessi: nessun progetto dalla proprietà Cmsa

di Luca Signorini
Ex Frantoio Tessi: nessun progetto dalla proprietà Cmsa

Dopo l’acquisto a fine 2011 tutto è fermo per quanto riguarda i piani di ristrutturazione dell’edificio davanti al municipio

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Era, è e resterà un rudere piuttosto fatiscente, non si sa per quanto tempo ancora. Ma probabilmente per molto.

L'ex frantoio Tessi è destinato a rimanere tale, cioè un ex frantoio abbandonato e in degrado, a meno di clamorosi sviluppi sul mercato immobiliare che però, ad oggi, non si intravedono.

È la stessa Cooperativa muratori, sterratori e affini di Montecatini, proprietaria da un paio di anni dell'immobile nel parco di piazza Quattro Novembre, proprio davanti al palazzo municipale, a confermare l'amara impressione: «Ci stiamo guardando intorno da un po' di tempo ma la situazione è quella che è, la abbiamo sotto gli occhi tutti – spiegano dagli uffici –. Il mercato lo valutiamo attentamente ogni giorno, anche per altri stabili di nostra proprietà, ma questa grave crisi economica che perdura sta incidendo pesantemente sugli sviluppi futuri, su nuove costruzioni e ristrutturazioni dell'esistente».

«Purtroppo quindi non dipende tutto da noi – concludono dalla sede della cooperativa edile – l'auspicio è che qualcosa riesca a sbloccarsi in questi mesi per far ripartire l'ex frantoio».

L'amministrazione comunale di Monsummano non fornisce indicazioni in merito, visto che non ha più autorità sul bene (e non la vuole neppure avere): la decisione spetta solo alla Cmsa, che lo ha acquistato per 160mila euro a fine 2011 nell'ambito di un appalto pubblico che comprendeva anche l'ampliamento del cimitero di Cintolese (questa opera già portata a termine), per un investimento complessivo di 400mila euro.

La patata bollente, in pratica, a quel punto è passata di mano (con la gioia dell'amministrazione).

Perché il Tessi fa brutta mostra di sé a un passo dal centro storico ormai dai lontani anni '80: è passato da tre aste andate tutte deserte (la cifra dell'incanto era altissima, circa 530mila euro) ma, con la riuscita vendita a un'azienda privata, era destinato (almeno nelle intenzioni) a rilanciarsi per assumere una nuova funzione utile alla città. E invece niente, tutto fermo, tutto come prima.

Tra l'altro, dai primi annunci arrivati subito dopo la cessione, sembrava che un progetto esecutivo potesse arrivare entro la fine del 2012.

Un altro anno è passato e siamo ancora al punto di partenza.

C'è da sottolineare che quei 600 metri quadrati di spazio totale, oltre a essere costati bei soldi, devono passare da una profonda, oltreché onerosa, ristrutturazione generale.

Senza dimenticare i vincoli urbanistici dettati dal piano strutturale che limitano la sua destinazione futura: niente appartamenti o sede di produzione aziendale, ma solo polo direzionale (uffici, banche, presidi sanitari) e non commerciale al servizio dei cittadini.

Resta da capire se i proprietari (e pure gli amministratori del territorio) facciano dei veri sforzi per dare nuova vita al povero ex frantoio. Il che sarebbe auspicato da tutt, per risanare una fetta importante del centro storico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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