Finanza
Pd spezzettato per il candidato
Il sindaco non scioglie la riserva e c’è già chi reclama le primarie
LAMPORECCHIO. Regna un po' di confusione politica all'interno del Pd. La vittoria di Matteo Renzi alle primarie per la segreteria nazionale ha agitato (e molto) le acque tra i democratici del San Baronto. Le tre anime che convivono all'interno del partito non si vedono certo di buon occhio. Ma qui sono i cittadini che chiedono di intervenire nel processo partecipativo in vista delle amministrative 2014. «Siamo in attesa del regolamento provinciale e non disponiamo di dati oggettivi – spiega il segretario locale Simone Innocenti, che si definisce renziano moderato – a Lamporecchio c'è forte contrapposizione politica, proveremo la strada delle primarie ma non escludo a priori altri scenari. Anche perché questo modo di scegliere il candidato sindaco ha creato non pochi problemi in realtà vicine a noi. Ci sono ancora troppe incognite, potrebbero venire stravolti i quadri eletti all'ultimo congresso ma non siamo riusciti per ora a istituire i gruppi di lavoro per discutere. L'interesse del partito è comporre un'ampia cornice programmatica aperta al dibattito, la fase è però interlocutoria».
Alla finestra ci sono Matteo Venturini e Luca Gori, renziani cosiddetti del seconda ora (in appoggio alla deputata Pd Caterina Bini), poi il cuperliano Aldo Morelli (ex sindaco, ex presidente della provincia e attuale consigliere regionale) e Alessio Torrigiani, in passato già candidato a sindaco nelle fila della Spiga, una lista civica in orbita centrodestra, e ora simpatizzante Pd. Da indiscrezioni pare che queste due “correnti” si stiamo avvicinando con passo silenzioso per costruire un fronte comune. Si muove pure l'attuale sindaco Giuseppe Chiaramonte, legato a Morelli e che si è guardato bene di sciogliere la riserva per un'eventuale corsa bis allo scranno più alto del municipio di piazza Berni: forse aspettando chiarimenti sulle regole delle candidature, se è vero che una di queste (non confermata) prevede la rinuncia alle primarie di partito nel caso il primo cittadino uscente raccolga il 60 per cento (o i 2/3) dei consensi nell'assemblea degli iscritti. Non ultimo, anzi quello che più di ogni altro punta alle primarie, è Dimitri Bettini, presidente della Croce Verde, sostenitore da subito di Renzi (e dell'altro deputato Pd Edoardo Fanucci). «Le primarie qui sono gli stessi cittadini che le chiedono – dice Bettini – a quelle nazionali hanno partecipato in 1.088, un numero che testimonia l'importanza del processo di partecipazione. Io non mi sono autocandidato, ma varie realtà sociali ed economiche del paese mi chiedono un impegno: noi conosciamo le necessità e i bisogni delle persone per una forte spinta sul piano dell'innovazione. Auspichiamo che il dibattito interno al partito sia aperto, ampio e leale».
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