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L’opposizione non vota il ricorso

Niente da fare al vertice dei capigruppo per un documento unanime

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PESCIA. Imbarazzo e molto nervosismo. In questo clima si svolta, venerdì sera, la riunione dei capigruppo consiliari convocata dal presidente Antonio Abenante, e alla quale ha preso parte anche il sindaco Roberta Marchi. Scopo dell'incontro era quello di aggiornare la posizione dei consiglieri che, nell'ultimo consiglio, si erano rifiutati di votare formalmente il mandato al sindaco di ricorrere contro la sentenza della Corte dei conti (quella in cui veniva bocciato il piano di riequilibrio finanziario).

Ma l’opposizione non è arretrata di un solo passo rispetto a quanto espresso in consiglio dieci giorni prima. «La documentazione richiesta è stata fornita solo in parte – ha dichiarato il capogruppo del Pd Roi Giorgi – ci appare, infatti, incompleta e in ogni caso non sufficiente a farci esprimere il voto richiesto. Aspettiamo di vedere quella completa prima di qualsiasi decisione».

E poi c'è la questione della delibera di luglio. Quella in cui la Corte dei conti precludeva all’ente di spendere per 1.658.277,66 euro, pari al disavanzo accertato. E che non è mai stata consegnata ai consiglieri. Quando gli stessi hanno chiesto chiarimenti al riguardo, il presidente Abenante ha provato a dare una spiegazione, però giudicata non plausibile dall’opposizione: «La mancata consegna di una delibera dipenderebbe dall'intestazione di una pec (posta elettronica certificata ndr) secondo il presidente Abenante – spiega il capogruppo di Pescia Futura Salvatore Leggio – pec che sarebbe rimasta intestata al vecchio presidente del consiglio comunale, non io, ma quello che mi ha preceduto, cioè Oliviero Franceschi. Ma è plausibile ritenere che una delibera della Corte dei conti arrivi alla pec privata del presidente del consiglio? E non piuttosto a quella dell'ente o al dirigente finanziario o al segretario comunale o al sindaco?».

In ogni caso che il consiglio voti al completo o meno, il sindaco col ricorso andrà avanti lo stesso. Lo ha ribadito anche in questa occasione. Così come sono state ribadite le responsabilità dell’apparato comunale e di un dirigente in particolare, per non aver fornito le risposte che attendeva la magistratura contabile.

«Siamo stati anche aggiornati sul lavoro della task force – ha riferito Leggio – un lavoro che è stato definito “certosino”, ma dal quale, ad oggi, non mi pare si possa evincere alcun dato significativo». Tirando le fila, dunque, la riunione si è conclusa con un niente di fatto

«In questo clima di così scarsa chiarezza non ce la sentiamo di assumerci responsabilità delle quali in futuro potremmo pentirci», ha concluso Leggio. (m.s.)

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