Il Tirreno

Montecatini

«Sulla Tares si sono ingannati i cittadini»

di David Meccoli
«Sulla Tares si sono ingannati i cittadini»

L’annuncio della proroga dei termini di pagamento arrivato solo il giorno dopo la scadenza indicata nell’avviso

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MONTECATINI. «Sulla Tares il Comune ha ingannato i cittadini, ora dichiari nulli gli avvisi e restituisca i soldi a chi ha pagato sulla base di informazioni errate»: il capogruppo del Pdl Riccardo Sensi va all’attacco della (cattiva, a suo dire) gestione del nuovo tributo sui rifiuti, e presenta una mozione.

Sul banco degli imputati la comunicazione fatta dal Comune sulle scadenze di pagamento. «La mia è una critica senza appello all’amministrazione», dice Sensi, che nella mozione così scrive: «Il Comune dopo aver inviato migliaia di avvisi di pagamento con i quali ha informato che il pagamento della rata Tares era da fare obbligatoriamente entro il 10 dicembre (pena sanzioni dal 30% in su), adesso se ne viene fuori con la proroga della scadenza al 15 aprile 2014 con precisazione che solo dopo essere spirato inutilmente tale termine la somma sarà gravata della maggiorazione del 30%. Ciò è stato comunicato ai mass media tra l’11 e il 12 dicembre, dopo dunque che il termine del 10 previsto per il pagamento, era spirato. Nel frattempo molti cittadini, nonostante la devastante crisi e l’iniquità delle tariffe, si sono ulteriormente sacrificati e hanno pagato».

«Siamo certi – commenta Sensi – che si sia trattato di un clamoroso errore e non certo di un’azione intenzionale, ma questa volta la giunta l’ha fatta davvero grossa e la gente è inferocita. Non è cattiva volontà del sindaco, che spero sia per primo preoccupato da questa situazione, ma solo disorganizzazione».

Sensi passa poi a elencare alcune proposte e chiede che vengano approvate dal consiglio comunale: rimborso della rata pagata dai cittadini in esecuzione degli avvisi di pagamento che recavano come termine del saldo Tares il 10 dicembre; considerare il numero effettivo di componenti del nucleo familiare nel corso dell’anno; inserimento del principio di stagionalità per negozi e ristoranti, che pagheranno per quanto staranno aperti (senza alcuna soglia minima come adesso stabilita in 183 giorni); le famiglie e le imprese pagheranno tutte un minimo prestabilito e per l’eccedenza sarà il reddito familiare e d’impresa che determinerà l’aliquota; verifica sulla possibilità di riduzione delle tariffe.

«Non è giusto – conclude Sensi – che un’impresa che ha un utile di 300mila euro paghi quanto quella che ne ha uno da 20mila, o che famiglie che hanno un reddito da 20mila o da 150mila euro paghino la stessa cifra. Come appare incredibile che una signora quasi ottantenne debba pagare, per i suoi 43 mq di appartamento, 300 euro di Tares. È questione di equità sociale».

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