Italia
Sono lievi, ma sono tante Le scosse fanno paura
Negli ultimi giorni la terra ha tremato spesso nella Svizzera Pesciatina La protezione civile ha chiesto un parere all’Istituto nazionale di geofisica
PESCIA. Piccole scosse di terremoto si susseguono da giorni in Valleriana. Seppur di lieve entità sono state avvertite dalla popolazione. L’epicentro di queste scosse è spesso localizzato tra la Val di Torbola e la Val di Forfora, in altri casi si tratterebbe di scosse provenienti dalla vicina Garfagnana (di cui la Valleriana rappresenta una sorta di propaggine orientale).
Solo tra il 9 e l’11 dicembre sono state almeno 6 le scosse registrate dall’Istituto nazionale di geofisica (Ingv), comprese tra gli 0,6 e l’1,9 gradi della scala Richter (quest’ultima registrata martedì 10 poco prima delle 18). La protezione civile di Pescia ha informato il dipartimento regionale e l’Ingv della sequenza sismica, domandando se è già oggetto di studio, se vi è pericolo per la popolazione e quali sono gli accorgimenti da seguire. «Non siamo ancora in grado di dire se si tratta di una delle tante sequenze sismiche registrate nelle ultime ore in Toscana o di un fenomeno più preoccupante – dice Luciano Bianchi, coordinatore delle attività della protezione civile – siamo in attesa di conoscere il responso degli enti preposti a cui abbiamo già provveduto a segnalare il fenomeno. Purtroppo, al momento, operativamente non è possibile fare nulla».
Intanto la gente è preoccupata e sui social network l’allarmismo comincia a farla da padrone. C’è chi scrive che potrebbero essere delle “scosse premonitrici”, come avvenuto nel caso di altri terremoti. C’è, poi, chi ha scritto al prefetto di Pistoia per segnalare che le istituzioni pubbliche, seppur non dotate del dono della “preveggenza” dovrebbero quanto meno attivarsi in termini di prevenzione e sensibilizzazione su ciò che occorre fare in caso di scossa di terremoto. Non si è fatta attendere la risposta del prefetto Mauro Lubatti: «Il coordinamento, per quanto concerne la previsione e la prevenzione è di Regioni e Comuni; allo Stato è riservata la formulazione di indirizzi e criteri di massima, salvo il soccorso tecnico urgente. Gli organi preposti hanno avuto la circolare del 28 gennaio 2012 che ha richiamato l’attenzione sulle misure comportamentali - tuttora valide - da osservare da parte della popolazione in relazione al rischio sismico specifico per ciascun Comune. Gran parte delle conseguenze di un evento sismico limitato sono attenuabili se non addirittura evitabili, incidendo su interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio da parte dei sindaci, che hanno il compito di individuare i rischi probabili, non possibili, per i rispettivi territori, anche ai fini della predisposizione dei piani di protezione civile».
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