Il Tirreno

Montecatini

Ordinavano merci a nome di altre aziende

Tre arresti per truffa a Padova, fra loro anche un massese: acquisti per centinaia di migliaia di euro

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MASSA COZZILE. Ordinavano centinaia di migliaia di euro di merce a nome e per conto di ignare aziende del padovano e del vicentino, senza poi pagare nulla, le tre persone arrestate dalla guardia di Finanza di Padova a conclusione di un’inchiesta della magistratura patavina. Tra loro anche un uomo di Massa Cozzile. A venir truffate sono state 16 aziende, dalla Toscana al Veneto, dalla Lombardia al Piemonte, dalla Puglia all’Emilia Romagna, fino al Friuli.

L’indagine era partita da una denuncia del titolare di una ditta di casalinghi e ferramenta, il quale aveva ricevuto richieste di pagamento per numerosi ordinativi di merce, che però non aveva mai fatto. I finanzieri di Cittadella, in provincia di Padova, hanno così accertato che gli indagati avevano “rubato” i dati del commerciante, con cui avevano avuto rapporti di collaborazione per la vendita di pannelli solari, per ordinare via e.mail ingenti quantitativi di materiali edili e di impiantistica, indirizzando le richieste di pagamento all’ignara ditta. Lo stesso modus operandi è stato adottato con il furto d’identità a danno di una azienda del vicentino.

Gli arrestati avevano messo dei numeri di telefono che non corrispondevano a quelli reali e, per non farsi individuare, ma mantenere i contatti con le imprese truffate, avevano creato un ingegnoso sistema di comunicazioni. Con i dati sottratti avevano attivato un account di posta elettronica, e poi sottoscritto un contratto di fornitura di servizi vocali e fax con una società lombarda, per cui ogni fax che ricevevano veniva convertito in formato Pdf e reindirizzato su di un pc portatile o smartphone.

L’intento era di essere irrintracciabili, ma apparire alle aziende come una struttura imprenditoriale realmente esistente, indicando per questo un numero telefonico fisso, che dava l’idea di un ufficio, mentre era in realtà una utenza mobile. Ma le indagini hanno permesso di risalire comunque al computer di una ditta di servizi e al suo rappresentante legale (uno dei tre arrestati) Domenico Ceparano, 50 anni, di Sant’Antimo (Napoli). Con lui sono stati arrestati anche Stefano Scalabrino, 57 anni di Massa Cozzile, e Marco Milzoni, 50, di Grumo Nevano (sempre in provincia di Napoli).

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