Il Tirreno

Montecatini

Cecco pronto a ripartire alla grande

di Corrado Benzio
Cecco pronto a ripartire alla grande

Serrate trattative con Riccardo Nardini di Mason per riaprire il locale celebre per la cioncia ed il pollo al mattone

3 MINUTI DI LETTURA





PESCIA. Vabbè che siamo (stati?) una capitale della cucina toscana, ma oggi Pescia è al centro di mille voci e anche trattative suo futuro dei ristoranti più famosi.

Intanto la notizia più bella. Cecco, vanto e gloria di Pescia, potrebbe riaprire e non fra non molto. E’ in fase avanzata la trattativa fra la proprietà e Riccardo Nardini, titolare di Mason.

E’ noto che la gestione del famoso locale era andata in tilt lo scorso anno, fino ad arrivare al fallimento. Ed è anche noto che da tempo ristoratori ed imprenditori turistici avevano studiato il modo di riaprire un autentico mito della ristorazione toscana ed italiana.

Ora sempre che le cose siano vicine ad una soluzione positiva. La vecchia proprietà dovrebbe riprendere il locale dal fallimento e passarlo a Nardini.

Il quale, a quel punto, dovrà pensare come organizzare il doppio impegno fra Pescia ed Uzzano.

Mason, lo ricordiamo, è uno dei più famosi ristoranti della Valdinievole. A lungo ha avuto la stella della guida Michelin e con tinua ad essere apprezzattissimo dalla guida dei ristotanti del Gambero Rosso.

Riccardo Nardini continua ad alternare con sapienza cane e pesce in questo evergreen.

Ma certo Cecco vorrebbe dire conquistare la piazza di Pescia. Vorrebbe dire rilanciare

un locale che ha fatto veramente la storia di questa città, conosciuto per decenni quanto il parco di Collodi e non esageriamo.

Cecco era famoso per il pollo al mattone (ricetta ripresa da Sirio Maccioni a New York) era famoso per gli sparagi di Pescia, quelli cotti al dente. E’ stato Cecco, non dimentichiamolo, a salvare dall’oblio la

cioncia, un piatto oggi apprezzattisimo che risale all’Ottocento.

Insomma un pezzo di storia. Cecco ottenne la stella Michelin nella prima edizione della guida rossa. Era la fine degli anni Cinquanta, in Italia – in tutto – c’erano solo dodici ristoranti con l’asterisco.

Ci si preparava agli anni del Boom. E non a caso, Cecco aprì a Viareggio, in Darsena. Cecco al molo aveva un famoso direttore.Si chiamava Giovanni Pancaccini, poi diventato il miglior artigiano del pane della Toscana.

Anni d’oro, anni in cui l’italiano pensava di poter realizzare tutti i suoi sogni. La Toscana era quella del Sorpasso e della Firenze–mare, quando si correva verso la Versilia a caccia di sole, di donne, di divertimento, di trasgressione.

Poi i tempi sono cambiati. ma Cecco è rimasto sempre un baluardo della tradizione, del savoir fair, dell’educazione massima nell’arte del ricevere.

Come del resto è Mason, dove si trovano ancora gli asparagi giganti di Pescia cotti al dente.

Per questo che l’operazione portata vanti da Nardini potrebbe dare smalto a tutta Pescia.

In un momento, per la ristorazione locale, che potrebbe essere di transizione. Infatti Igles Corelli, celebre chef di Atman, è interessato all’operazione villa Rospigliosi, ovvero alla creazione nell’antica struttura di papa Clemente IX di un relais 6 chateux. La notizia è certa, resta una qualche incertezza sul fatto che Corelli possa aggiungere agli impegni della tv (Gambero rosso channel) e di Aman anche un secondo ristorante di alta qualità, come quello che si vuole aprire entro la primavera prossima a Lamporecchio.

La speranza è che Atman non cambi guida. Con la riapertura di Cecco e con Atman, Pescia potrebbe tornare ad essere un’attrazione gastronomica. E non dimentichiamo che i russi, che stanno arrivano a Montecatini, sono gli stessi che hanno fatto la fortuna di molti ristoranti di Forte dei Marmi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa