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Abuso dell’auto blu Nuova condanna per l’ex presidente

di Luigi Spinosi
Abuso dell’auto blu Nuova condanna per l’ex presidente

Giulio Doretti deve pagare 23mila euro per aver usato la Lancia K e per danni d’immagine all’ente

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PONTE BUGGIANESE. È stato condannato a pagare poco meno di 23mila euro, più interessi, e 264 euro di spese di giudizio, l’ex presidente del Consorzio di bonifica del Padule di Fucecchio Giulio Doretti, 64 anni, di Ponte Buggianese. Questa la sentenza della Corte dei conti della Toscana legata all’utilizzo, da parte dell’ex presidente, dell’auto dell’ente, e per la quale lo stesso era già stato condannato dalla giustizia ordinaria. La vicenda è ripercorsa adesso dalla giustizia contabile, nella sentenza emessa il 10 aprile ma pubblicata solo martedì scorso. Una storia che ruota attorno alla Lancia K di proprietà del Consorzio ma utilizzata di fatto come auto personale dallo stesso Doretti.

Nel 2006 il tribunale di Pistoia aveva condannato l’ex presidente a due anni di reclusione, al pagamento delle spese processuali e di custodia dell’auto (posta sotto sequestro nel 2002 dal Gip dello stesso tribunale), all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e al risarcimento dei danni provocati al consorzio. Sentenza confermata in secondo grado dalla Corte d’appello di Firenze, mentre il ricorso alla Suprema Corte di Cassazione venne rigettato nel 2008. Chiusa la vicenda penale il caso è stato girato alla Corte dei conti, affinché il danno subito dal Consorzio, comprendendo le spese legali per la difesa del Doretti (oltre 27mila euro), le spese di utlizzo dell’auto nel periodo in cui era stata utilizzata dal presidente (valutate il 14.700 euro tra carburante, bolli, spese meccaniche e di carrozzeria) e i 391 euro di Telepass per i viaggi autostrali fatti per motivi non istituzionali. Da parte della procura veniva anche contestato un danno d’immagine, quantificato in 10mila euro. In titale un danno di 53mila euro e spiccioli da cui, sottratti i versamenti già effettuati da Doretti (poco più di 20mila euro tra provvisionale e spese legali) si riduceva a 32.400 euro. Da parte sua la difesa di Doretti chiedeva che la domanda fosse rigettata. Difesa che, facendo riferimento al processo d’appello, ricordava l’assoluzione del figlio di Doretti, Francesco, dall’accusa di falsa testimonianza dopo che aveva negato di essere stato accompagnato all’Accademia di Livorno dal padre in almeno 5 dei sei viaggi attribuiti. Insomma, sulla base di quella sentenza resterebbe solo un viaggio a Livorno, e considerando che il telepass era in uso anche su un’altra vettura del Consorzio, poteva essere stato fatto da chiunque. Inoltre, tra le altre argomentazioni della difesa, quella per cui l’uso dell’auto per motivi personali si sarebbe ridotto al percorso casa-ufficio e al parcheggio della vettura sotto casa del Doretti, invece che alla sede, soprattutto per evitare il costo degli straordinari dell’autista e rischio di danneggiamento (in quanto il garage del Consorzio sembrava essere infestato da topi).

Richiesta, quella della difesa, rigettata, essendoci già stata una condanna penale passata in giudicato per il reato di peculato continuato. Da qui l’ineluttibilità dell’azione risarcitoria. Del resto, si legge sempre nella sentenza della Corte dei conti, le circostanze accertate dal giudice penale «sono piuttosto eloquenti»: dalle testimonianze di chi aveva visto il figlio di Giulio Doretti - la domenica - fare rifornimento al distributore convenzionato con il Consorzio all’uso della stessa Lancia al sabato, in orario notturno, nel centro di Pescia. Alla fine, tenendo comunque conto di una serie di decurtazioni, la Corte di conti ha stimato un danno di 38.611,049 euro. Una volta sottratto quanto già pagato dal Doretti (20.619,42 euro) il danno diretto è stato stimato in poco meno di 18mila euro (17.991,6). A questo va poi aggiunto il danno d’immagine, quantificato in 5mila euro. Da qui la condanna a pagare 22.991,599 euro (i 17.991 di danno diretto più i 5mila di danno d’immagine), il tutto rivalutato con gli interessi.

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