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«Perché pagare se i servizi non ci sono?»

«Perché pagare se i servizi non ci sono?»

Il consigliere Gabbani riprende la proposta della “disobbedienza civile” e denuncia la cattiva manutenzione della città

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Tares, ma anche Imu. Il consigliere di opposizione Andrea Gabbani all’attacco di sindaco e giunta. «Leggo della proposta fatta dal consigliere Mencarelli della “disobbedienza civile” – esordisce – significa non pagare le tasse e oggi si ricollega alla Tares, che risulta essere l’ennesimo balzello. Ma non ultimo: infatti a breve arriverà anche l’altra rata Imu. Si dirà: ma la prima casa non doveva esser esente? Sì, lo sarà per i Comuni che non hanno alzato l’aliquota minima, ma forse non per il nostro che sull’altare del bilancio ha chiesto un ulteriore sacrificio. Eppure il sindaco si dichiarò contrario a tale tassa definendola iniqua, astenendosi poi dalla votazione in consiglio ben sapendo che il provvedimento sarebbe passato con i voti della sua maggioranza».

«Comunque – prosegue – il problema non è far disobbedienza civile se certi servizi vengono erogati, ma quando questi sono pagati e poi vengono a mancare. La Tares è un tributo anche sui servizi indivisibili come illuminazione (vedi pineta), aree verdi (come prima), Polizia locale (per una pattuglia scrivere a chi l’ha visto), manutenzione strade (ma non doveva esser fatta con i soldi del mondiale?)».

Gabbani poi fa riferimento ai «servizi esternalizzati, che vengono pagati ma non garantiti. E chi non li garantisce se non il Comune, organo di controllo? E allora perché nella zona sud/est ogni 2/3 tre anni devo pagare un tecnico che venga a intervenire sull’impianto per ripulire scambiatore di calore e le tubazioni di adduzione che, regolarmente, insieme all’acqua, portano calcare e sabbia? E le fogne che risultano in carico ad Acque spa e che, nei pressi di via Tevere, appena inizia a piovere allagano seminterrati e garage? O magari possiamo parlare di via Gorizia, largo Kennedy corso Matteotti dove, grazie alla pendenza sbagliata del collettore acque nere, in caso di pioggia i giardini e i magazzini vengono invasi da melma. Non si potrebbe almeno pulire più spesso il tratto dal pozzetto di via Gorizia?. Detto tutto questo, mi chiedo: perché noi cittadini dobbiamo continuare a pagare per servizi che non ci vengono forniti? Perché l’amministrazione non interviene con sanzioni che spingano i concessionari fare quello per cui sono pagati?».

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