Attenzione
Il Comune rivende l’ex cartonificio Parlanti
Acquistato a gennaio, finirà all’asta il 30 dicembre per 200mila euro II sindaco: «Non abbiamo le risorse per rendere funzionale tutto il lotto»
Poteva diventare uno spazio (che in città non esiste) per mercati e fiere. Oppure un parcheggio con area a verde e altri arredi urbani. Niente di tutto questo per l'ex cartonificio Parlanti, uno stabilimento di circa 2mila metri quadrati tra immobili e superficie scoperta in località Grotta Parlanti sulla via Francesca Sud, al confine con la Colonna. L'ex realtà produttiva (fallita più di dieci anni fa) potrebbe trasformarsi in una serie di condomini o in nuovo complesso commerciale (di cui però c'è poco bisogno). Ma potrebbe anche essere rasa al suolo, senza tanti ripensamenti. A oggi, però, il regolamento urbanistico in vigore consente poche manovre che, in pratica, si limitano alla sola ristrutturazione edilizia, non contemplando espansioni e trasformazioni. Spetterà alle società che vorranno acquistare l'ex cartonificio presentare progetti concreti sull'area in questione: perché il Comune, di recente, ha deciso di venderlo questo bene, per una cifra pari a 200mila euro. L'asta, con il metodo delle offerte segrete in busta chiusa e senza rilanci, si svolgerà alle soglie dell'anno nuovo: lunedì 30 dicembre.
«Dopo averlo comprato nel gennaio scorso abbiamo capito che non ci sono le condizioni economiche per sfruttarlo e restituirlo alla città – ammette il sindaco Rinaldo Vanni – non siamo in grado di trovare le risorse per le numerose spese necessarie a rendere funzionale tutto il lotto. Aspettiamo di vedere che tipo di offerte ci arriveranno e, a seconda delle proposte, pensiamo di mettere mano a una variante urbanistica che ne modifichi la destinazione d'uso futura, visto che ora ci sono pochi margini d'intervento». Poi torneranno in auge le ipotesi delle abitazioni e dell'edificio commerciale.
Tanta fatica per poco o nulla, quindi, da parte del Comune per l'ex cartonificio Parlanti: uno stabilimento formato da un terreno di oltre 5mila metri quadrati attraversato dal fosso Candalla, da un piazzale pavimentato di 800 metri quadri, da un capannone di 680 e da una tettoria di 60. L'amministrazione, negli anni, seppur con un contributo ex post di 361mila euro arrivato dalla Regione, ha dovuto sborsare bei soldi per rimetterlo in sesto. Prima circa 155mila euro per opere di messa in sicurezza, stoccaggio e smaltimento dei rifiuti meno ingombranti (liquidi, liquami, fanghi, cisterne, fusti e olio), poi altri 270mila euro tra “servizio di rimozione e smaltimento rifiuti speciali” (affidato con gara d'appalto a un pool di ditte), incarichi esterni di consulenza e acquisto finale. Ecco il motivo, dopo tante spese e lunghi procedimenti burocratici, che ha portato il Comune ad annunciare un suo utilizzo per la comunità. Ma, fatti due conti sul magro bilancio, è arrivata la decisione di metterlo sul mercato sperando di raggranellare qualche euro e coprire le uscite.
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