Il dolore
In coda per ritornare nel Caffè Biondi
L’apertura del locale è il segnale di avvio dello shopping. Ma la città commerciale cambia e guarda anche alla Camporcioni
MONTECATINI. Tutti in coda in strada, allo scoccare dell’ora fatidica, neanche fossero di fronte ai cancelli dello stadio per andare ad assistere alla finale di Coppa dei campioni. Eppure c’era “solo” da entrare in una dimensione quasi familiare, per visitare un locale che i più conoscevano già perfettamente e che di nuovo aveva poco da mostrare. Ma era proprio quello il fascino, unito alla soddisfazione di “riappropriarsi” di un pezzo di quotidianità perduto da 340 giorni: dalla mezzanotte del 31 dicembre scorso quando la saracinesca del Caffè Biondi venne tirata giù. Per tutto questo tempo viale Verdi e piazza del Popolo hanno dovuto convivere con quelle luci spente, con quel “buco nero” che sembrava la rappresentazione plastica di una crisi che attanaglia ormai da troppo tempo il Paese e la città. E invece, finalmente, la proprietà ha riaperto le porte (sia pure con qualche tentennamento sulla data dell’evento), in perfetto orario rispetto all’ultimo “annuncio” corso di bocca in bocca. E alle 18 la folla in attesa si è riversata all’interno, per riempire il caro, amato bar in ogni suo angolo.
Insomma, la storia del Biondi ritrovato “consacra” questo week end dell’Immacolata come l’avvio ufficiale delle feste natalizie dal punto di vista dello shopping. Che ci consegna una città però “diversa” rispetto all’anno scorso: più viva e vogliosa di riprendere le antiche abitudini pre-crisi. E non tanto perché al centro del suo cuore è tornata a splendere la luce del bar (quella c’era anche lo scorso Natale), ma per altri segnali che sembra di poter cogliere anche fra gli stessi negozianti.
Intanto è una città che si è incamminata (e presto, forse, si metterà a correre) verso una diversa suddivisione delle aree commerciali. Sempre bicefala, ma se una delle due estremità rimane (e, anzi, si rafforza) corso Matteotti e piazza del Popolo, l’altra pare non essere più corso Roma. Che ha ceduto il passo a una zona lontana dal centro: quella dell’Ipercoop. Un segnale è dato anche dal trasferimento di Tezenis in piazza (al posto di Calvin Klein che ha fatto le sue lussuose valigie e ci ha salutati alla fine dell’estate). Ma un altro, ben più visibile, è rappresentato dalla dozzina di vetrine lasciate al buio lungo lo storico corso.Sarà un Natale diverso anche perché il “Babbo”, oltre alla Casa alle Terme (ingrandita rispetto al 2012) che tanto successo di visitatori continua a riscuotere, con soddisfazione degli alberghi e di diversi negozi (soprattutto quelli che vendono prodotti per bambini) e ristoranti, quest’anno ha pure un Villaggio. Ma è appunto in questo “secondo polo” del commercio, lungo l’asse della Camporcioni, davanti alla grande distribuzione della Coop e degli altri marchi internazionali. Dove proprio oggi si va ad aggiungere un altro centro di richiamo, con l’inaugurazione del ristorante McDonald’s: la chiusura del cerchio.
La Montecatini dello shopping cambia e il Natale 2013 potrebbe rappresentare la cartina di tornasole, con le sue novità ma anche con i suoi ritorni al (recente) passato: non c’è solo il Biondi in questa categoria, ma anche la riapertura, da domani, dell’isola pedonale. Sia pure parziale e senza lo sbocco (appunto) in corso Roma; e sia pure per un tempo limitato. Poi partiranno i lavori di pavimentazione. E quello del 2014 sarà ancora un altro Natale.
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