Il Tirreno

Montecatini

Il rifugio resta chiuso mancano le certificazioni

Maria Salerno
Il rifugio resta chiuso mancano le certificazioni

Perplessità del consigliere Leggio rispetto alle risposte date dal sindaco sulla situazione di Uso di sotto. «Se era inagibile, perché è stato fatto il bando?»

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PESCIA. Ancora nessuna data certa per la riapertura del rifugio Uso di sotto. Il rifugio di San Quirico, infatti, è chiuso al pubblico da due anni, da quanto, cioè, l'associazione dei Montagnardi non lo gestisce più. A gestirlo, adesso, dovrebbe essere la Protezione civile di Pescia, vincitrice del bando con cui l'amministrazione comunale ha di fatto stabilito di affidare la gestione del rifugio escursionistico per 5 anni. Ad oggi, però, nonostante le sollecitazioni dei Montagnardi e non solo, la struttura rimane chiusa. Perché? Il sindaco Roberta Marchi, rispondendo al consigliere Salvatore Leggio, capogruppo di Pescia Futura, che aveva presentato un'interrogazione sull'argomento, ha motivato il ritardo nell'apertura esponendo una serie di problematiche che vanno dalla mancanza di certificazione dell'impianto elettrico al malfunzionamento (con conseguente esigenza di sostituzione) della canna fumaria del camino. Solo per citarne alcune. La risoluzione di tali problematiche sarebbe costata all'incirca 11mila euro. Che il ritardo nell'apertura della struttura sia dovuto alla necessità di dover compiere lavori di manutenzione straordinaria lascia il consigliere Leggio un po' perplesso. «La perplessità nasce principalmente da due riflessioni – dice Leggio – la prima è che dalla descrizione del sindaco la struttura appare “inagibile”: mi chiedo dunque come possa il Comune affidare un edificio in condizioni di inagibilità ad un soggetto concessionario che deve farne un centro di promozione territoriale. La seconda riflessione è relativa al bando. In cui l’edificio viene descritto in complessive buone condizioni. Proseguendo nella lettura apprendiamo che è stato addirittura oggetto di interventi di manutenzione in tempi recenti. L'unico neo sembrava essere rappresentato dai servizi igenici per i quali, sempre nel bando, si parla di piccole opere di adeguamento (a totale carico del gestore) al fine di aderire ai requisiti richiesti dall’Asl. Perché non sono emerse prima le ulteriori esigenze di cui parla il sindaco? E soprattutto, ora che questi lavori sono stati effettuati, perché non è stata fornita una tempistica precisa sull'apertura della struttura?». Nel corso del suo intervento in consiglio Leggio ha richiesto una documentazione dalla quale risultino effettuati i lavori e il progetto di gestione e promozione della struttura, espressamente richiesto al gestore dal bando.

Qualcuno all'esterno del Palazzo vocifera che il bando sia stata in realtà una manovra per non rinnovare la convenzione ai Montagnardi.

Pettegolezzi a parte, il bando è finalizzato a promuovere un modello di sviluppo turistico sostenibile in ambito montano che utilizzi il rifugio di Uso di sotto come punto di riferimento. Se rimane chiuso questa finalità appare difficile da raggiungere.

 

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