Il Tirreno

Montecatini

LE RICHIESTE DI CONFCOMMERCIO

Nuovo metodo di calcolo basato sulle aree occupate

MONTECATINI. Da Pistoia a Roma. È questo il percorso che, secondo Confcommercio, hanno fatto alcuni emendamenti al disegno di legge sulla stabilità circa la tassa sui rifiuti. «Si tratta – scrive l’as...

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MONTECATINI. Da Pistoia a Roma. È questo il percorso che, secondo Confcommercio, hanno fatto alcuni emendamenti al disegno di legge sulla stabilità circa la tassa sui rifiuti. «Si tratta – scrive l’associazione – del risultato di un percorso avviato all'inizio dell’anno e culminato con l’incontro, avvenuto un mese fa, con i parlamentari Caterina Bini ed Edoardo Fanucci. Proprio grazie al loro interessamento, infatti, le richieste degli imprenditori del nostro territorio sono state elaborate da Confcommercio e trasformate in emendamenti ora all’esame del Parlamento». Confcommercio, dall'inizio del 2013, si è fatta promotrice di una decisa azione sindacale in merito all’introduzione del nuovo tributo confrontandosi con le amministrazioni comunali e le società partecipate al fine di evitare «insostenibili aggravi di costi per le imprese e di evidenziare le incongruenze della normativa». A suscitare nell’associazione la convinzione della necessità di un intervento legislativo nazionale sono i criteri di tassazione formulati nella Tares e immutati nella nuova Tari, i quali non rispettano il principio del “chi inquina paga” e non contemplano meccanismi premianti per chi opera la raccolta differenziata. «Ciò – scrive Confcommercio – ha già procurato consistenti aumenti tariffari per le aziende e la nuova legge di stabilità non sembra offrire soluzioni in proposito: una situazione, questa, inaccettabile sia per le imprese che per i cittadini». Quattro gli argomenti centrali degli emendamenti presentati tramite Bini e Fanucci: «Si è chiesta la modifica del principio su cui si basa la determinazione delle tariffe fondate oggi su coefficienti di produzione potenziali e non sui reali quantitativi prodotti, e quindi si chiede di non calcolare la tariffazione sulle superfici occupate dalle imprese; si richiede parità di trattamento tariffario per le stesse tipologie di rifiuti anche se le attività imprenditoriali sono inquadrate in modo diverso secondo il principio “stesso rifiuto stessa tariffa”; si ribadisce la necessità di rivedere la struttura del sistema di prelievo affinché questa rifletta la reale produzione dei rifiuti da parte delle utenze domestiche e non domestiche; si chiede di inserire misure capaci di tenere conto degli aspetti riguardanti la stagionalità delle attività ricettive e commerciali».

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