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Dissesto, il sindaco si vuole opporre

Dissesto, il sindaco si vuole opporre

La minoranza però dice di no ad appoggiare il ricorso: prima vuole vedere gli atti e le motivazioni della Corte dei conti

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PESCIA. Il capitano continuava a dire all'orchestra di non smettere di suonare mentre il Titanic affondava, e lo faceva perché smettere di suonare avrebbe significato ammettere che era la fine. La prospettiva del commissariamento per il Comune di Pescia - paventata già all'indomani della bocciatura da parte della Corte dei Conti del piano di riequilibrio finanziario - per molti vorrebbe dire proprio la fine. Se le entrate verranno giudicate insufficienti le tasse aumenteranno, se le uscite verranno giudicate eccessive si procederà coi tagli. Spese, investimenti, rimodulazioni, tutto sarà deciso dal commissario ad acta, il quale potrebbe restare per 5 anni, forse anche per 10, condizionando le prossime due amministrazioni. Sarà forse per tutte queste ragioni che chi è al timone, vale a dire il sindaco Roberta Marchi, non si arrende all'idea del commissariamento e di veder colare a picco il Comune. «Farò tutto ciò che è in mio potere perché il Comune di Pescia possa evitare il dissesto – annuncia nella seduta di mercoledì sera del consiglio comunale – perché anche se non è ancora chiaro a tutti, dissesto vuol dire che il sindaco rimane, mentre la città chiude. Per questo non intendo mollare, nemmeno in una circostanza sfavorevole come questa. C'è da correre perché abbiamo poco tempo». Il riferimento è al gruppo di lavoro composto da alcuni dipendenti dell'ente col preciso scopo di ricostruire certa contabilità del passato e poter così spiegare come sono state impiegate le risorse; e, se vi sono residui, quali e quanti sono. Sebbene la Corte dei Conti non abbia ancora reso note le motivazioni della bocciatura del piano di rientro, il Comune avrebbe individuato la causa proprio nella mancata fornitura di tale documentazione. Risposte che non spetterebbero alla politica secondo il sindaco, bensì al dirigente di riferimento, che ad oggi, nonostante diverse sollecitazioni, non le ha fornite. Roberta Marchi punta tutto su questo lavoro di ricostruzione: «Apriremo tutti i fascicoli se necessario, opera pubblica per opera pubblica, ma mi rifiuto di accettare supinamente questa decisione della Corte dei Conti. E tra andare al dissesto e ricorrere contro questa sentenza non ho dubbi sul fatto che bisogna ricorrere». Ma l'opposizione è di ben altro avviso e alla richiesta di votare una delega al sindaco perché presenti un ricorso alla Sezioni unite della Corte dei Conti a nome dell'intero consiglio comunale, il capogruppo del Pd, Roi Giorgi, dice no. «La minoranza non è soddisfatta della maniera in cui ha finora avete proceduto – osserva Giorgi – tutte le informazioni di cui siamo in possesso le abbiamo apprese attraverso la stampa, per il resto non abbiamo ricevuto un documento». Giorgi ha chiesto la sospensione e la convocazionedi una riunione dei capigruppo. Il presidente Antonio Abenante ha acconsentito a sospendere la seduta per 10 minuti, nei i quali i capigruppo hanno deliberato di demandare al sindaco il ricorso, ma solo dopo l'acquisizione degli atti e delle motivazioni della Sezione regionale.

Maria Salerno

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