Attenzione
Terme aperte alla città in onore di Santa Barbara
Successo dell’iniziativa che ha permesso a residenti e turisti di conoscere storia e segreti della Palazzina Regia, dimora estiva del Granduca Leopoldo
MONTECATINI. Ieri pomeriggio, in occasione delle celebrazioni per Santa Barbara, Comune e Terme di Montecatini hanno regalato a turisti cittadini una festa patronale all'insegna della cultura. Per la prima volta infatti la Palazzina Regia, sede di Teme Spa e storica dimora estiva del Granduca Leopoldo di Toscana, ha aperto i suoi tesori al pubblico per una straordinaria visita guidata.
A fare gli onori di casa l'amministratore unico di Terme di Montecatini, Fabrizio Raffaelli: «Quella di oggi è una giornata speciale in quanto diamo la possibilità di visitare uno storico edificio che mai prima d'ora, almeno in tempi recenti, era stato aperto al pubblico. Speriamo che questa sia solo la prima di una lunga serie di aperture che vogliamo regalare alla città».
Dopo il saluto dell'assessore alla cultura Bruno Ialuna, via al tour dove ad accompagnare la settantina di curiosi divisi in gruppi da 10-12 persone state alcune guide d'eccezione, come il direttore sanitario delle terme Antonio Galassi, il responsabile dell'area tecnica Gino Lenzi e il direttore commerciale Massimo Giovanetti.
La Palazzina Regia nasce alla fine del 18° secolo, quando il Granduca Leopoldo di Toscana, talmente affascinato dalle terme e dagli stabilimenti termali, incaricaricò l'architetto Paoletti di costruire una casa dove poter trascorrere la vacanze estive. La Palazzina, rimasta in uso al Granduca fino alla nomina di Sacro Romano Imperatore (1790), è stata poi restaurata dall'architetto Giovannozzi tra il 1919 e il 1920.
Il tour inizia con la visita al piano terra, alloggio ai tempi della servitù e sede delle stalle (per questo a cielo aperto). Oltre a raccogliere numerose planimetrie dei vari stabilimenti, il piano terra custodisce delle curiose ampolle che contenevano acqua radioattiva e una serie di bottiglie storiche di acqua termale.
Al piano superiore, dove invece alloggiava il Granduca con la famiglia, troviamo la sala da pranzo, tappezzata dei pregiati dipinti di Galileo Chini e Lodovico Tommasi, e numerose stanze attualmente occupati dagli uffici della società. Il pezzo forte di tutta la Palazzina è però la biblioteca, contenente una collezione di oltre 3000 tra libri e opuscoli di un inestimabile valore storico scientifico. Tra i più preziosi c'è il “De Thermis” (1571) del medico Andrea Bacci, in cui in una lettera racconta a Savonarola delle acque di Montecatini; il “Dei Bagni di Montecatini” (1774) di Alessandro Bicchierai, in cui il medico del Granduca parla della comunità di Montecatini e descrive tutti i casi curati con le acque termali; e alcune storiche pagine di giornale datate 1900 che raccontano la presenza di Giuseppe Verdi come ospite degli alberghi cittadini.
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