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a monsummano alto

Sotto l’intonaco spuntano vecchi affreschi

Sotto l’intonaco spuntano vecchi affreschi

MONSUMMANO. Un tesoro nascosto e raro nel suo genere. Una scoperta importante, che ha visto la luce grazie ai lavori di restauro e di risanamento conservativo alla casa canonica di San Niccolao a...

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MONSUMMANO. Un tesoro nascosto e raro nel suo genere. Una scoperta importante, che ha visto la luce grazie ai lavori di restauro e di risanamento conservativo alla casa canonica di San Niccolao a Monsummano Alto, finanziati dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, dai contributi della Cei e dalla diocesi di Pescia.

Sotto l’imbiancatura dell’edificio infatti è emerso il più antico stemma di Monsummano istoriato, con la scritta latina “Terrena despicens” (guardando le cose terrene). Il bassorilievo presenta appunto la mano sul monte, da cui deriva il nome della città. L’etimologia in latino, invece, allude a Giove Summano, ovvero al dio dell’Olimpo che scaglia i fulmini.

«Oltre a questo ritrovamento – spiega l’architetto Riccardo Berretti, direttore dei lavori – sono emerse in entrambe le sale delle rare decorazioni risalenti all’Ottocento, realizzate con stampini all’interno di inquadramenti». E, ancora, sulle mura vi è anche una frase risalente al 1716. Nella seconda sala inoltre l’imbiancatura ha lasciato spazio a due rappresentazioni murarie di scene bibliche: da un lato è raffigurato Mosè che riceve le tavole della legge, dall’altro l’adorazione del vitello d’oro da parte del popolo ebraico, che cade nella tentazione di adorare un animale, secondo l’usanza pagana, rinnegando la fede ebraica.

«Il nostro compito è mettere in sicurezza queste pitture murarie così preziose – ha spiegato il direttore dei lavori Berretti – questo comporterà un’ulteriore attenzione durante il restauro».

I lavori, il cui costo preventivato si aggira intorno ai 296mila euro, dovrebbero terminare entro Pasqua. Per il recupero delle pitture è stato coinvolto l'esperto restauratore Giuseppe Gavazzi. Monsummano Alto, con la sua chiesa, la cui parte più antica risale all’anno Mille, con il campanile con la campana i cui rintocchi potevano essere uditi fino a Montecarlo e con la sua canonica, diviene un gioiello unico tutto da scoprire, anzi da riscoprire e da valorizzare.

Elena Guerri

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