Attenzione
Ascensore guasto Alle case popolari disagi da un mese
Appello alla Spes per il palazzo di via Indipendenza Anziani e disabili “prigionieri” nei propri appartamenti
MONSUMMANO. Il tono è quello cortese e timido di chi è quasi dispiaciuto di rivolgersi a un giornale per protestare, e non lo nasconde («Non avrei voluto arrivare a questo punto, ma non so più a chi rivolgermi»), ma è anche il tono deciso di chi sa di fare la cosa giusta, di intervenire per far sì che un diritto violato venga ristabilito. È quello di una nostra lettrice, abitante nelle case popolari di via Indipendenza a Monsummano, che alla fine ha deciso di alzare la cornetta per chiamare il Tirreno, dopo che tutte le telefonate fatte a chi avrebbe dovuto risolvere il guaio si sono rivelate vane.
Il guaio è rappresentato dall’ascensore, che dopo aver dato da più di un anno segni di funzionamento incerto alla fine si è arreso: «Da un mese l’ascensore è guasto, e tutte le nostre chiamate alla Spes, finora, non sono servite a nulla. E ne abbiamo fatte tante. Capiamo che, trattandosi di un ente pubblico, c’è di mezzo la burocrazia, ma non è accettabile mettere gli inquilini in una situazione del genere. Il problema a me tocca poco, perché fortunatamente vivo al primo piano, ma mi fa male assistere a scene come quelle che mi capita di vedere quotidianamente. In queste case popolari la maggior parte degli inquilini è rappresentata da persone anziane, e per loro l’ascensore è quasi indispensabile». L’alternativa, infatti, è quella di restare quasi prigionieri nelle proprie abitazioni.
E se per gran parte degli inquilini l’ascensore è uno strumento quasi indispensabile, ci sono anche coloro per i quali quella parola (“quasi”) può essere tranquillamente tolta: «In questo palazzo vivono anche due disabili, e senza ascensore non possono uscire da casa. Almeno tre volte a settimana devono venire i volontari dell’ambulanza per trasportarli, e per riuscire a farli scendere sono costretti a utilizzare una seggiolina durando una grandissima fatica per portarli giù. Sono scene che fanno male». E che sono inaccettabili considerando che si tratta di un problema risolvibile riparando l’ascensore.
Certo, di mezzo ci son tutte le trafile burocratiche, i tempi tecnici di intervento, l’eventualità di dover reperire i pezzi di ricambio e, forse , addirittura la necessità di sostituire l’impianto ex novo (le case popolari hanno infatti 37 anni) ma, insomma, non si tratta di costruire una nuova casa. Anche perché il guaio, come accennato, era dietro l’angolo da tempo: «Da un annetto almeno quest’ascensore presenta dei problemi – conclude la lettrice – più volte è dovuto intervenire il tecnico, che ha sempre provveduto, ma che ci ha anche avvertito che prima o poi si sarebbe guastato del tutto.E,m infatti...». (l.s.)
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