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Abenante: «Da tutti i lati polemiche sterili e pretestuose»

PESCIA. Parla di polemiche sterili e pretestuose sia dalla maggioranza che dall’opposizione l’ex sindaco (e attuale presidente del consiglio comunale) Antonio Abenante. Il tema è sempre il solito:...

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PESCIA. Parla di polemiche sterili e pretestuose sia dalla maggioranza che dall’opposizione l’ex sindaco (e attuale presidente del consiglio comunale) Antonio Abenante. Il tema è sempre il solito: la bocciatura del piano di rientro dal debito da parte della Corte dei conti.

«Mi pare che si continui a insistere su una strada che i fatti hanno dimostrato essere sbagliata – scrive Abenante – i residui non sono solo del periodo 2004-2009, ma risalgono al 93, al 98, al 2001 e sino al 2010, segno evidente non di opere non fatte o non pagate, ma di una gestione contabile di un ufficio, superficiale e pasticciata, che viene da lontano. Sbagliata è stata la scelta di voler cancellare tutti i residui in un solo anno e non gradualmente come era stato fatto sino al 2009 con l’attestazione della Corte dei conti. Ciò ha determinato un buco di bilancio di un milione e 600mila euro. Sbagliato è stato sottovalutare la cancellazione dell’Ici del 2009 (unica entrata seria del bilancio) e la conseguente necessità di stringere drasticamente la spesa corrente. Ma anche l’opposizione non ha le carte in regola per puntare il dito, dopo avere per anni avallato le tesi che venivano dalla maggioranza sul presunto “buco lasciato da Abenante”, chi per miopi calcoli interni (soprattutto il Pd), e chi, come Pescia Democratica, per provare a far dimenticare una brutta pagina scritta con la bocciatura dalla maggioranza dell’ultimo bilancio preventivo del mio mandato per rappresaglia, per aver perduto le primarie del 2009 e non per altro (come si vorrebbe far credere oggi)».

«Talvolta – continua l’ex sindaco – si ha la sensazione o che non si siano lette le carte o che non le si siano comprese. Il tema è semplice: può, è in grado il Comune di Pescia, di restituire tre milioni e 400mila euro in dieci anni con proprie entrate ordinarie? La mia risposta è sì. Ecco perché non mi sono mai iscritto al partito del tanto peggio tanto meglio. Ecco perché non mi riesce di capire coloro che si iscrivono oggi al partito del dissesto e del commissario. Costoro dimostrano di non volere bene alla città. E neanche a loro stessi. Perché i sindaci cambiano e l’opposizione potrebbe diventare maggioranza, ma il dissesto e il commissario restano,con effetti su almeno le prossime due legislature. E allora è giusta e condivisibile la volontà di ricorrere alle sezioni riunite della Corte dei conti. Ma da solo questo ricorso non basta: deve trasformarsi nel ricorso della città contro una lunga prospettiva di dure ristrettezze. Il sindaco dunque prepari il ricorso e ne sottoponga il contenuto all'intero consiglio. Le opposizioni comprendano che questo difficile passaggio richiede senso di responsabilità ed impegno da parte di tutti».

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