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Arriva la Tares: assedio all’ufficio tributi

Arriva la Tares: assedio all’ufficio tributi

Montecatini: decine di persone sono corse a chiedere spiegazioni per la stangata delle bollette a saldo. Sabato apertura straordinaria

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MONTECATINI. «Ma vi rendete conto che qui il costo dei rifiuti è praticamente raddoppiato? Ma una persona che deve fare, andare a rubare? Questa per me è una schifezza». Hanno avuto non poco a cui pensare le due (povere) addette del Comune per placare gli animi, piuttosto surriscaldati, dei cittadini alle prese con la seconda rata della Tares, la tassa ambientale rifiuti e servizi introdotta dal Governo Monti. Ieri è stata una mattinata di file e di accesa tensione all'ufficio tributi di viale Verdi, letteralmente cinto d'assedio. Questo per tre fattori principali. Il primo è naturalmente legato al costo del saldo Tares (dopo la prima rata scaduta a fine settembre) che ha fatto strabuzzare gli occhi praticamente alla maggior parte dei contribuenti. Il secondo riguarda invece i tempi ristretti di pagamento: il termine ultimo per corrispondere il dovuto è il 10 dicembre (martedì prossimo), ma le bollette sono arrivate soltanto ieri nelle abitazioni (e neanche in tutte). È quindi una corsa contro il tempo (e contro il portafoglio). Il terzo motivo di turbamento, quello che alla fine dei conti ha provocato la fila, è legato agli orari di apertura dell’ufficio, in questo caso decisamente insufficienti: il lunedì e il venerdì mattina per due ore (dalle 11 alle 13), e il giovedì pomeriggio per 2 ore e mezzo (dalle 14,30 alle 17). Ma l’amministrazione, vista la giornata di fuoco di ieri, ha cercato di correre parzialmente ai ripari, e ieri pomeriggio ha annunciato che l’ufficio tributi resterà aperto, in via straordinaria, anche sabato dalle 9 alle 13.

Ieri mattina comunque già una trentina di persone (numero che non è mai calato fino alle 13) aspettava l'apertura dei due sportelli all'ora indicata. Nell'attesa, si formavano conciliaboli e momenti di irrequieto confronto. «Guardi, guardi questa cifra qua – diceva una signora – non è possibile. Ci deve essere uno sbaglio di sicuro, non ho mai pagato così tanto».

Una volta alle prese con le dipendenti comunali, sulla fatidica soglia dello sportello, non cambiava di molto l'atmosfera. Anzi, si alzavano pure le voci. «Se su questi metri quadrati devo pagare tutti questi soldi non mi rimane molto altro in fondo al mese – si sfogava un uomo con gli occhi fissi sul modello F24 – e se una persona non ha il denaro per la Tares che deve fare? Io sono senza lavoro e anche mia moglie l'ha perso. Come facciamo?». Comunque un po' tutti, chi più chi meno, si rivolgevano con simili espressioni di sconforto davanti alle impiegate di là dal vetro. Che si limitavano a rispondere: «Lei ha dichiarato questo, questi componenti del nucleo familiare e questi metri quadrati dell'abitazione. Io posso farci poco». Poi magari indicavano il pannello installato in sala dove è affissa la delibera del consiglio comunale, datata 31 luglio 2013, in cui sono stati deliberati i coefficienti di pagamento della Tares, che variano a seconda del valore catastale dell'abitazione, dei metri quadrati di superficie e del numero dei familiari. E che prevedono anche esenzioni e benefici per i redditi più bassi. Ma il fatto è che una stangata simile non se l’aspettava nessuno, considerato anche che l’acconto pagato a settembre era mediamente di un terzo rispetto alla cifra “a saldo” arrivata ieri.

Luca Signorini

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