Il Tirreno

Montecatini

Il mistero del “buco” Scontro di cifre sul debito comunale

di Maria
Il mistero del “buco” Scontro di cifre sul debito comunale

L’assessore Mechelli parla di 3 milioni e 400mila euro Dall’opposizione Giorgi fa un calcolo assai più pesante

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PONTE BUGGIANESE. «Impossibile tappare quei buchi? Impossibile piuttosto capire a cosa siano riconducibili quei buchi»: così il vicesindaco Oliviero Franceschi replica al consigliere del Pd Roi Giorgi il quale, all’indomani della bocciatura da parte della Corte dei Conti del piano di riequilibrio presentato dall’amministrazione ha tacciato il Comune di avere fatto previsioni irrealistiche, che poco o nulla hanno a che fare con la realtà. Secondo Franceschi, infatti, le ragioni della bocciatura del piano sono da ricercare in quei bilanci del passato, che oggi la Corte dei Conti contesta come ''poco chiari'' e che «l'allora minoranza che (oggi governa) ha sempre votato contro, allora forse Giorgi non era ancora laureato e votava tutto quello che il partito proponeva, e a chi come noi che chiedevamo lumi su investimenti e residui, non veniva dato nemmeno l'onore della cronaca». «Vorrei ricordare che la mia laurea risale all'ottobre del 1994 e che dal 2001 non ho più votato i documenti di bilancio dell'Ente essendo stato condannato insieme ad altri dalla Corte dei Conti per dei debiti fuori bilancio approvati da tutto il Consiglio Comunale di allora. Se il piano è stato bocciato è perché è stato ritenuto dalla magistratura contabile assolutamente irrealistico - spiega Giorgi, che ha sostenuto questa tesi fin dal Consiglio Comunale del 3 giugno scorso in cui il piano fu approvato - già ora lo stesso piano dovrebbe essere aggiornato con riferimento all'Imu, ad esempio, indicato in valore pari a 4.424.999,56, ma adesso che il legislatore ha tolto l'Imu sull'abitazione principale è presumibile che avremo trasferimenti minori rispetto al gettito dell' anno 2012». Per l'Amministrazione le contestazioni dei magistrati contabili sono da ricondurre principalmente alla difficoltà di ricostruire come sono state certe somme dal 2004 al 2009. «Si tratta di pura contabilità di competenza - sostiene infatti Franceschi - cartacce, ma che devono esserci per ricostruire come siano stati spesi quei denari, non in maniera illecita, ma disordinata e di difficile ricostruzione». Allo scopo è stata predisposta un'apposita task force, che in questi giorni tenterà la costruzione a ritroso di una contabilità che all'epoca non era nemmeno automatizzata. Per l'opposizione, invece, sono altri i nodi problematici. «Da un'analisi dei dati di bilancio pare che la quota capitale dei mutui da restituire ogni anno sia molto aumentata e oggi sia pari a € 1.300.000,00 circa. A ciò si aggiunga (o vi è già compresa?) anche la somma della rata da restituire del maxi-prestito ricevuto or ora dalla Cassa Depositi e Prestiti (pari a circa 4,6 milioni) e sbandierato dall'Ente per pagare i fornitori e ridurre l'esposizione dell'alta anticipazione di cassa - sottolinea Giorgi - Se così non fosse (il piano pluriennale risale a giugno) non si riesce a coprire il disavanzo complessivo di 3.400.000,00 milioni di euro cui debbono aggiungersi i nuovi debiti fuori bilancio e le passività potenziali contenute nello stesso piano. Al di là di ogni valutazione i numeri sono numeri e quindi se ogni anno il Comune deve rientrare per una quota pari a 1.300.000,00 è implicito che il disavanzo non ha speranza di essere ripianato. Questo è il mio pensiero e insieme al mio partito sono disponibile ad un confronto a tutto campo sulla politica fiscale dell'Ente». Maria Salerno

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