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Panapesca, c’è la firma sull’accordo

Panapesca, c’è la firma sull’accordo

Solo 4 dipendenti su 28 si sono rifiutati di dare il via libera, ma l’azienda ha accettato lo stesso di chiudere la trattativa

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MASSA COZZILE. Alla fine, come in ogni trattativa che si rispetti, le parti hanno fatto un piccolo passo indietro rispetto alle posizioni più intransigenti e l’accordo è stato firmato. Per 28 dipendenti della Panapesca si apre ora un futuro meno incerto di quanto potesse apparire fino a non troppi giorni fa, anche se nella vicenda non si può certo dire che qualcuno abbia vinto.

L’ultimo scoglio prima della firma, che è stata messa nero su bianco dall’azienda e dai sindacati, è stato quello dell’unanimità, posta dalla Panapesca come condizione per poter proseguire la trattativa. In pratica veniva chiesto che tutti e 28 i lavoratori dessero una liberatoria all’accordo, altrimenti sarebbe saltato tutto. Ieri, in Provincia, i sindacati si sono presentati con un “pacchetto” di 24 “via libera” (ottenuti dopo una serie di incontri individuali), mentre quattro erano gli “irriducibili” che non hanno voluto saperne di firmare. Ma per l’azienda è stato comunque un numero sufficiente per chiudere positivamente la contrattazione. L’accordo prevede che le unità messe in mobilità scendano da 28 a 16: 12 dipendenti (all’inizio della trattativa erano due in meno) verranno reintegrati nell’impresa che subentrerà nella parte produttiva (con una cessione di ramo d’azienda da parte di Panapesca); tutti gli altri verranno messi in cassa integrazione straordinaria per un anno, periodo durante il quale potranno guardarsi attorno in cerca di una nuova occupazione e alla fine del quale godranno anche di un piccolo incentivo all’esodo (1.500 euro); inoltre almeno due dipendenti sono prossimi alla pensione. Fino al subentro della nuova azienda, tutti e 28 i lavoratori sono comunque da oggi in cassa integrazione straordinaria.

«Siamo moderatamente soddisfatti di questa soluzione – dice Luisella Brotini, Filcams Cgil – soprattutto se consideriamo da dove siamo partiti nella trattativa. Fondamentale per noi era dare una tutela in più per i lavoratori, che rischiavano di essere messi a casa fin da subito. Con i 12 mesi di cassa integrazione, i 16 dipendenti che non saranno reinseriti nella nuova realtà potranno avere un maggiore respiro e tentare una ricollocazione».

La Panapesca è una storica industria alimentare della Valdinievole con sede a Traversagna - ma con stabilimenti sparsi anche nel resto d’Italia e all’estero - specializzata in taglio, confezionamento e commercializzazione di prodotti ittici. I dipendenti in Italia sono 256, di cui 149 a Massa e Cozzile. I 28 lavoratori (27 operai e un impiegato) in cassa integrazione sono in maggioranza donne, tra i 33 e i 56 anni.

David Meccoli

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