Il dolore
Giovannini nell’olimpo dei golosi
La pasticceria di corso Matteotti segnalata dalla nuova guida del Gambero Rosso: è l’unica in tutta la provincia
MONTECATINI. Un riconoscimento che non rivela niente di più della grande arte pasticcera di Giovannini. Ma che fa comunque piacere.-
La pasticceria di corso Matteotti è l’unica dell’intera provincia di Pistoia ad essere segnalata e giudicata con un buon voto (77 su 100, i voti sono dati in centesimi) dalla guida Pasticceri&Pasticcerie 2014 edita dal Gambero Rosso editore.
La guida è stata presentata
martedì scorso a Roma alla Città del Gusto. C’erano giornalisti e tanta tv, ma c’erano soprattutto i migliori pasticcieri d’Italia. Fra questi, l’unico toscano era Paolo Sacchetti, titolare del Nuovo Mondo in centro a Prato.
Ma torniamo ai Giovannini, una autentica dinastia di artisti dell’arte dolce. Diciamo che non potevano non esserci in una guida che percorso l’Italia in lungo ed in largo alla ricerca delle migliori sfoglie, dei migliori croissant, delle migliore torte, ma anche dell’arte della cioccolato di cui sono maestri (basta vedere le famose uova di Pasqua).
Di Giovannini la scheda fornisce la descrizione dei grandi classici, senza dimenticare la tradizione più stretta, a partire dalle cialde di Montecatini per proseguire con i biscotti toscani.
Nella scheda si cita anche una torta che da un po’ di tempo non si vede sulle vetrine del locale. Parliamo della torta di crema e riso, una variante golosissima della tradizionale torta apuana di riso.
Ecco è una torta che vorremmo rivedere, come un altro classico come il cheescake con le pere passate in padella.
Qualcuno sel web ha subito criticato la scelta del Gambero Rosso che avrebbe, come dire, segnalato poche pasticcerie toscane e soprattutto troppo poche – il solo Sacchetti – nell’olimpo dolce dell’Italia in cucina.
Insomma la Toscana, dal punto di vista della pasticceria, meriterebbe forse di più. Anche se non possiamo dimenticare la «storica» affermazione fatta 40 anni fa da Mario Monicelli, regista viareggino. «La Toscana, a differenza della Sicilia, non è terra né di delitti d’onore, né di di grandi dolci» Insomma è una terra fatta di sobrietà, Fino a pochi anni fa gli unici dolci veramente toscani erano il castagnaccio e i biscotti di Prato.
Per ricchezza di ingredienti c’era solo il panforte senese che poteva competere coi siciliani o con i lombardi. Vedremo se il prossimo anno aumenteranno le segnalazione. Intanto si aspettano notizie del progetto che dovrebbe vedere protagonisti a Pescia Igles Corelli, chef di Atman, e Loretta Fanella, una delle più famose pasticcerie d’Italia, impegnata per anni in laboratori come quello del Bullì da Ferran Adrià e da Pinchiorri a Firenze.
Chissà se il progetto andrà in porto: che scintille potrebbero venire fuori da due personaggi come Corelli e come Fanella.
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